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Mamma, i mostri!

LA PEDIATRA RISPONDE 

Più fiabe e storie, meno tablet

Dottoressa, la mia bimba dice di vedere spesso dei mostri prima di andare a dormire. Cosa devo pensare? Le rispondo con alcune riflessioni dello psicobiologo Alberto Oliverio. Succede spesso che quando il bambino va a dormire, dai tre ai cinque anni, si ritrova nel suo lettino e fa fatica a prendere sonno. Magari come adesso è estate, fa molto caldo e dalla porta o dalla finestra le luci delle altre stanze possono proiettare strane ombre sulla parete. A volte possono essere anche ombre che si muovono legate magari alla proiezione delle sagome corrispondenti alle piante. In tutto questo, il bambino intravede in queste macchie scure sagome minacciose di mostri o animali, di mani, denti e occhi.

Il bambino riuscirà anche ad addormentarsi, ma quell’ombra inquietante verrà comunque “vista” anche di giorno: nella mente del bambino, immaginazione e fantasia sono diventate realtà. Esiste una differenza tra l’immaginazione (detta anche fantasia), cioè tutto quello che viene creato dalla mente, e l’immaginario, cioè quello in cui è immersa la mente, un mondo mediatico con cartoni animati, immagini e avventure fantascientifiche. L’immaginazione e la fantasia sono processi attivi che rendono più plastico e ricco il cervello dei bimbi. L’immaginario è invece passivo: la televisione e i videogiochi hanno il potere di far sembrare falso ciò che è reale, per esempio la guerra, e rendere reale quello che è finzione.

Questo può confondere il bimbo ma anche l’adulto. Un bambino può essere molto turbato dalla violenza delle immagini, il cervello utilizza molto la visione e crede a ciò che vede e ancora di più il bambino. È molto utile che i genitori, nonni e insegnanti leggano a voce alta libri, in modo che i bambini possano utilizzare l’immaginazione per visualizzare le scene raccontate. Una carenza che i bimbi cresciuti nell’era della televisione presentano e che urge colmare.

Per fare una domanda alla dottoressa Sabrina Camilli: redazione@lavocealessandrina.it oppure pediabimbumbam.altervista.org.

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