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L’Agnello immolato come motore del nostro vivere

Anno Pastorale 2019-2020

«Questo mi dà uno sguardo positivo sulla realtà, anche di fronte ai problemi che devo affrontare»

Domenica 15 settembre, in un affollato Santuario della Beata Vergine della Creta di Castellazzo Bormida, il Vescovo ha presentato la Lettera Pastorale per l’anno 2019-2020. Inoltre, martedì 24 settembre comincerà il cammino di Discernimento comunitario, partendo dalla Zona pastorale Valenza. Abbiamo chiesto a monsignor Gallese di spiegarci qual è il legame tra “Il Logos della profezia” e il percorso nelle comunità parrocchiali.

Eccellenza, dopo la presentazione della Lettera Pastorale, domenica scorsa a Castellazzo, ha avuto qualche riscontro?
«Beh, difficilmente uno va dal vescovo a dirgli: “Che schifezza, come ha parlato male…” se non è proprio in confidenza (sorride). Invece ho trovato gente veramente entusiasta dell’Apocalisse, tema della Lettera Pastorale: “Non credevo che fosse cosi bella, e avesse questo significato gioioso”. Qualcuno mi ha anche detto: “Peccato non averla letta prima, è un testo veramente interessante”. Questo è il primo riscontro che ho avuto, ed è molto bello».

Lei che giovamento ne ha tratto?
«Ho avuto anche un ritorno interiore. Ho predicato quotidianamente sull’Apocalisse, prima di arrivare alla presentazione di domenica scorsa. Confesso che il lunedì già mi mancava, e questa è una cosa strana. Mi mancava il poter rivivere l’Apocalisse. Ieri sera (martedì 17, ndr) me la sono riletta, dopo i lavori con i vescovi del Piemonte a Oropa. Ne avevo bisogno… L’altra eco interiore è che quello dell’Apocalisse è un libro che mi sta “lavorando” l’anima: innanzitutto, la mia partecipazione alla liturgia ha un sapore differente, sia pensando a quanto è importante la liturgia nella vita della Chiesa, sia meditando sull’azione efficace della liturgia nella storia, per cui essa porta la Grazia della resurrezione in ogni momento e in ogni posto in cui viene celebrata l’eucaristia; ed è quella che consente di poter trasformare le mie morti in altrettante resurrezioni! Questo mi dà uno sguardo positivo sulla realtà, anche di fronte ai problemi, non piccoli, che mi trovo ad affrontare».

Martedì 24 partirà da Valenza il Discernimento comunitario. Utilizzerà la nuova Lettera Pastorale?
«Nella Lettera chiedo di fare entrare la nostra Chiesa alessandrina nell’Apocalisse. Cosa vuol dire concretamente questo, applicato al Discernimento comunitario? Vuol dire che l’Apocalisse ha una struttura bipartita, un po’ come le due mense della Celebrazione eucaristica: la mensa della Parola e la mensa dell’Eucaristia. Il Discernimento comunitario si presenta come il momento in cui la nostra comunità ascolta ciò che lo Spirito dice alle Chiese. In questa occasione avremo modo di meditare sulla Parola di Dio riguardo allo stato delle nostre comunità, per capire come concretamente nella realtà della vita di tutti i giorni l’Agnello immolato sia il motore del nostro vivere, e come la dinamica della morte e risurrezione di Cristo arrivi a toccare i nostri problemi quotidiani, le fatiche e le sofferenze. Affinché riusciamo ad associare le morti della nostra comunità a quella di Cristo per poter risorgere con Lui, secondo la parola di San Paolo: “Se moriamo con lui, con lui anche vivremo; Se perseveriamo, con Lui anche regneremo (2Tm 2,11-12)”».

Oltre al Discernimento comunitario, ci sarà anche un incontro mensile.
«Si tratta di un approfondimento del testo apocalittico. Invito tutti a partecipare, il sabato sera dopo cena, una volta al mese a partire dal 26 ottobre. Viviamolo come una conoscenza più profonda dell’Apocalisse, al fine di metterla poi in pratica nelle nostre comunità».

Andrea Antonuccio

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