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Una scuola senza relazioni?

“Il contrappello” di Paolo Massobrio

Mercoledì su Avvenire ho voluto fare alcune riflessioni sugli effetti del lockdown sui bambini, che a scuola sono soggetti a molte rigidità, devono mantenere le distanze dagli insegnanti e dagli altri bambini e persino il momento del pranzo li vede costretti a consumare da soli un pasto iper igienico confezionato chissà dove.

E la loro energia relazionale dove potrà sfogarsi? Diventa necessario usare cuore, immedesimazione e fantasia perché la scuola torni ad essere quella palestra di vita che si alimenta proprio nella relazione. E pure i genitori dovranno impegnarsi più di prima, non demandando in toto l’educazione dei figli a un ente terzo e fare appello alla convivialità. Persino papa Francesco ha parlato del gusto e del piacere in un passaggio del libro intervista di Carlin Petrini. Certo, se si supera la misura si arriva all’idolatria edonistica.

Ma se nemmeno gli oratori possono riprendere la loro funzione educativa, che non escludeva quegli aspetti di convivialità che hanno permesso la crescita e la formazione di intere generazioni, allora la situazione diventa drammatica.

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