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San Pio V, una personalità modellata da una solida fede

Omelia del cardinal Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità

Eccellenza, distinte autorità, cari sacerdoti, religiose e religiosi, cari fratelli e sorelle in Cristo, sono lieto di poter presiedere questa celebrazione a Bosco Marengo nel giorno che segna i 450 anni dalla morte del papa San Pio V, figlio di questa terra alessandrina, il quale, partendo da qui, dispiegò la sua azione di religioso domenicano e di Pastore in diversi luoghi e salì alla cattedra di Pietro il 7 gennaio 1566, a soli tre anni dalla conclusione del Concilio di Trento.

Antonio Ghislieri, che assumerà il nome di Michele al momento della professione religiosa come frate domenicano, mostrò presto una forte personalità, modellata da una solida fede e dall’acume dell’ingegno, accompagnata da alcune caratteristiche che non lo abbandonarono mai, quali la sobrietà e l’austerità della vita, insieme al senso altissimo delle esigenze poste dal ministero sacerdotale, episcopale e a maggior ragione dal ministero del successore di S. Pietro.

Mi piace pensare che tutta la sua traiettoria esistenziale di cristiano e di Pastore si sia svolta alla luce della frase che abbiamo ora ascoltato nella Prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli: “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini” (At 5,29b). Antonio Michele Ghislieri ha messo a disposizione del Signore la sua vita, ha difeso con energia la verità contro gli errori del suo tempo ed ha agito con chiarezza di vedute e infaticabile costanza per portare avanti le riforme necessarie a dare esecuzione al Concilio di Trento, appena concluso e, in primo luogo, a quella riforma dei costumi nella Chiesa, che era indispensabile a creare i presupposti perché ogni altra riforma avesse ampio successo, ed era inoltre necessaria a togliere argomenti alla dura contestazione proveniente dai protestanti. Egli poté però intraprendere questa azione proprio perché era mosso dal criterio fondamentale dell’obbedienza a Dio piuttosto che agli uomini, della fedeltà a Lui piuttosto che a progetti e a mire umane.

Il senso del dovere e l’autenticità della vita sono state per San Pio V conseguenze dell’impegno ad obbedire al Signore, il quale chiede la santità ed offre salvezza, offre misericordia infinita e continua a domandare ai suoi Pastori: “Mi ami più di costoro?” (Gv 21,15b). Come abbiamo ascoltato poco fa nella pagina evangelica di San Giovanni, la risposta positiva a questa domanda cruciale è condizione per l’efficacia dell’azione pastorale. Il Divino Pastore ha servito le sue pecorelle donando loro il suo amore e la sua vita. Perciò, l’unico modo adeguato per pascere le pecore è quello di porre il Signore Gesù al primo posto, di amarlo “sopra ogni cosa” (cfr. Atto di Carità, Atto di Dolore), facendosi modelli del gregge e divenendo segni della presenza del Signore in mezzo al suo popolo.

Michele Ghislieri prese sul serio i comandamenti del Signore e le promesse di Cristo e, saldo nella fede come una vera roccia, si impegnò in un programma di vita che non dava molto spazio alla distrazione e che aveva sempre davanti a sé le opere da compiere per ricambiare, nei limiti possibili all’umana natura, all’amore di Cristo Risorto per la sua Chiesa e per ogni essere umano che Egli ha voluto salvare a prezzo della croce. Non si intende tuttavia affermare che Michele Ghislieri non commise mai alcun errore. Anch’egli era figlio del suo tempo, di quella cultura, di quel particolare momento storico, con gli asperrimi contrasti religiosi che contraddistinguevano un tempo che produsse grandi santi ed artisti di immenso valore, ma che fu anche attraversato da guerre crudeli e acute divisioni. Un tempo pronto a porre l’attenzione su alcune dinamiche ed esigenze del Vangelo e meno propenso a riconoscerne altre.

Verrebbe quasi da dire un tempo come il nostro, dove parimenti alcuni valori ed insegnamenti evangelici sono ben presenti nella società e nella Chiesa e dove invece altri sono meno avvertiti o quasi oscurati del tutto; un tempo il nostro, di splendide conquiste scientifiche e tecnologiche, ma, nonostante questo, ancora purtroppo segnato da guerre sanguinose, persino tra cristiani, segno che l’essere umano è un essere redento, ma ferito nel profondo, dal momento che ogni generazione sembra proprio voler ripetere continuamente antichi errori.

San Pio V era figlio del suo tempo, ricco di energia, esigente con se stesso e con gli altri, capace di un’azione intensissima alimentata da un’intima vita di preghiera. Durante il suo pontificato riformò il Breviario, il Catechismo, il Messale, diede portata universale alla preghiera del Santo Rosario, istituendo per essa una apposita festa. Egli come Papa si adoperò anche ad unire le forze della Cristianità, che approdarono nella storica giornata di Lepanto, che San Pio V subito attribuì all’intercessione della Beata Vergine Maria. Egli inoltre, avvalendosi soprattutto della Compagnia di Gesù, istituita nel 1534 da Sant’Ignazio di Loyola, diede forte impulso all’evangelizzazione, inaugurando una espansione missionaria di speciale rilievo.

Come non ricordare inoltre la fondazione nel 1567 del Collegio Ghislieri a Pavia, illustre istituzione educativa che nei secoli ha formato schiere di studenti, oppure la messa a disposizione dei beni necessari per l’Ospedale Unificato di Alessandria. Papa Pio V non si dimenticò poi del suo borgo natio, Bosco Marengo, e promosse opere idrauliche per rendere più fertile le terre alessandrine e, a ricordo delle sue origini, fece costruire il grande monastero di Santa Croce e la chiesa monumentale, dotandola di opere d’arte del Vasari e di altri artisti.

Ci troviamo perciò, cari fratelli e sorelle, di fronte ad una personalità notevole, che in ogni ambito in cui si è applicato ha dato il meglio di sé, spendendosi fino in fondo, con uno zelo ammirevole, a difesa della verità della fede, per la riforma della Chiesa, a partire dalla Curia Romana e per il bene spirituale e materiale delle persone affidate alla sua cura. Non sorprende perciò che a distanza di 450 anni dalla sua scomparsa siamo qui raccolti per ricordarlo, per celebrarlo, per chiedergli che interceda per noi, per la Chiesa e per questo mondo tribolato, affinché la verità prevalga sulla menzogna, affinché la volontà di pace prevalga sulle inimicizie e le guerre, affinché ogni cristiano si ricordi di essere stato redento da Cristo e lo onori, risponda al Suo amore con una vita buona, governata dal Vangelo, adoperandosi a diffondere a sua volta il bene, per essere in tal modo un credibile testimone della Risurrezione del Signore.

San Pio V, forte dello splendore della fede in Cristo Risorto che irradiava cuore e mente, ha gettato nuovamente le reti nel mare aperto e ne ha tratto davvero una pesca abbondante. Anche a noi Gesù oggi chiede che lo amiamo, che fissiamo lo sguardo su di Lui e ascoltiamo la sua parola, se vogliamo trovare felicità autentica e il coraggio per gettare sempre nuovamente le reti, anche dopo delusioni e insuccessi, anche dopo notti in cui non abbiamo raccolto nulla. Anche quando umanamente non si avrebbero motivi per attendersi una pesca abbondante.

Cristo Risorto infatti ci illumina e ci infonde coraggio, ci fa sperimentare la potenza e la sapienza del Vangelo, che nessun potere avverso può soffocare, perché possiede la forza indistruttibile dell’amore e della verità. Come si espresse San Giovanni Paolo II nel Messaggio rivolto al Vescovo Fernando Charrier in occasione dei 500 anni dalla nascita di Antonio Ghislieri: «L’intercessione di San Pio V e l’esempio delle sue virtù siano di stimolo per ciascuno a rendere più salda la fede, mantenendola incontaminata e in permanente contatto con le fonti della Rivelazione, e diffondendola nella società per edificare un’umanità aperta a Cristo» (S. Giovanni Paolo II, Messaggio al Vescovo di Alessandria, Fernando Charrier, 1 maggio 2004). San Pio V, il quale ha donato la vita a Cristo e alla Chiesa, ci insegni a porre sempre Dio al primo posto e ad obbedire a Lui piuttosto che agli uomini, per guadagnare la salvezza e per far conoscere a tutti Gesù, fonte di ogni salvezza. La Beata Vergine Maria del Rosario interceda presso il suo Divino Figlio e ottenga la pace ai nostri giorni.

E così sia.

Basilica di Santa Croce e Tutti i Santi
Bosco Marengo, Alessandria
1° maggio 2022

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