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Verso un “noi” sempre più grande

Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato

Domenica 26 settembre si celebra in tutte le parrocchie del mondo la 107a Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, promossa dal servizio internazionale “Migrantes“. Il tema di quest’anno è “Verso un noi sempre più grande“. Tutte le diocesi hanno un Ufficio pastorale per l’accoglienza, l’accompagnamento e l’integrazione di questi fratelli e sorelle che vivono oggi anche nel nostro Paese e provengono da situazioni di rischio, pericolo, fame e miseria.

Il servizio ai Migranti non è certamente una novità dei giorni nostri, perché, soprattutto nel secolo passato, ci sono sempre stati sacerdoti e suore che partivano per accompagnare e sostenere i nostri migranti, come pure tedeschi, polacchi, irlandesi e quasi di ogni altra Nazione europea, diretti verso “le Americhe” o dopo la Seconda guerra mondiale, verso la Francia, il Belgio, la Svizzera, la Germania! Quasi ciascuna famiglia ha qualche parente da ricordare che ha compiuto un viaggio verso l’ignoto in cerca di un futuro migliore per la propria famiglia. Perché, ora, si manifestano tante volte egoismo, pregiudizio e rifiuto? Soprattutto come cristiani dobbiamo capire che la nostra accoglienza non è solo qualcosa di più, una benevolenza con cui noi ci sforziamo al di là del nostro dovere.

Più volte questa Giornata ha promosso un’accoglienza, prima di tutto, che parte dalla conversione del proprio modo di ragionare nei confronti di queste persone in difficoltà. È un appello, quello della Giornata, a pensarci sempre più come una famiglia umana, vedendo ognuno come un fratello. Sappiamo bene che la pandemia ci ha ricordato chenessuno si salva da solo“. Allora, se abbiamo bisogno tutti degli altri, tutti dobbiamo muoverci a favore di una fraternità vissuta fino in fondo. Se poi, uomini e donne, molto giovani in genere, scappano da guerra, fame e violenza, questi devono e possono essere riconosciuti come fratelli.

La nostra capacità di amarli, accoglierli e proteggerli farà sì che Dio accoglierà, con lo stesso atteggiamento, la nostra vita nel Suo Regno. Anzi, noi siamo già nel Regno di Dio, in modo particolare, se abbiamo questo atteggiamento evangelico ad amare, accogliere e proteggere tutti. Un’opera di misericordia ma, prima ancora, un’opera di giustizia. Accogliere chi è straniero, perché non sia più straniero. Per il credente è importante il proprio incontro con Cristo, nel Vangelo, nel Suo Pane e nella comunità.

Non possiamo vivere senza Vangelo, non potrebbe resistere la fede nel corso dell’esistenza del cristiano senza Cristo-Parola, che muove alla testimonianza della Carità, quell’amore diffuso e vissuto concretamente nelle scelte a favore di chiunque vive il precario… Sappiamo che attraverso la nostra relazione con i fratelli e le sorelle cresce la nostra umanità, ma nell’incontro personale con Cristo-Pane si alimenta la vita di comunione con Lui e necessariamente con i fratelli, perché non esiste vero discepolo senza comunità, senza contatto con gli altri, senza una profonda e umanissima solidarietà con i fratelli.

La Giornata dei Migranti verrà celebrata, anche nelle parrocchie della diocesi di Alessandria, proprio nella domenica in cui il Vangelo ci ricorda che non possono esistere gruppi separati dagli altri, apostoli separati da discepoli. Tutti siamo chiamati a vivere un “noi”, una fraternità. A sentirci gli uni legati agli altri, per chiamare veramente, e considerare davvero, Dio come Padre di tutti, Padre di misericordia. La nostra attenzione, la nostra misericordia, sia il riflesso della Sua misericordia, che comprendiamo e conosciamo sempre più.

don Valerio Bersano
direttore Migrantes diocesana

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