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Elezioni 2024: vincitori e vinti

Il Piemonte riconferma Alberto Cirio che ha la meglio su Gianna Pentenero.
In Europa, exploit del generale Vannacci e di Ilaria Salis. Sorpresa Coluccio 

Una tornata elettorale tra conferme, soprese e delusioni. Tanti gli spunti di riflessione emersi dalle elezioni di sabato 8 e domenica 9 giugno. Gli italiani sono stati chiamati al voto per il rinnovo del Parlamento europeo, ma non solo. In Piemonte si è votato anche per le Regionali, mentre 3.700 Comuni (tra cui sei capoluoghi di regione) hanno scelto il loro primo cittadino.

ELEZIONI EUROPEE

Il primo dato è quello dell’affluenza, sempre più in calo. Meno di un italiano su due si è recato alle urne per le Europee. Secondo i dati definitivi pubblicati dal Ministero dell’Interno, il 49,69% degli aventi diritto ha espresso il proprio voto: la percentuale più bassa di sempre. A partire dal 2004, quando il dato definitivo era stato del 71,7%, l’affluenza per le Europee ha visto un costante e progressivo calo. Nel 2014 aveva votato il 57,22% degli aventi diritto, mentre nel 2019 alle urne si era recato il 54,5%.

Affluenza a parte, le Europee hanno lasciato sul campo conferme, soprese e delusioni. Con i dati ancora non ufficiali al momento in cui andiamo in stampa, si conferma primo partito Fratelli d’Italia della premier Giorgia Meloni che ottiene il 28,81% (6.704.423 le preferenze ottenute) e migliora il proprio risultato alle Politiche del 2022. Tra le fila di Fdi soddisfazione anche per Enzo Amich, il più votato tra gli alessandrini con quasi 10 mila voti nella Circoscrizione 1. A seguire, l’ottimo risultato del Partito Democratico di Elly Schlein, che si attesta come prima forza d’opposizione con il 24,08% (5.604.346 voti). Delusione in casa del Movimento 5 Stelle: i pentastellati rimangono infatti sotto la doppia cifra, pur essendo il terzo partito più votato con il 9,99% (2.324.533). È una sorpresa Forza Italia, che ottiene il 9,61% (2.237.837) e si posiziona davanti alla Lega che si attesta al 9% con 2.095.133 voti (oltre 500 mila preferenze le ha ottenute il generale Roberto Vannacci). È un exploit per certi versi inatteso quello di Alleanza Verdi e Sinistra, che supera la soglia di sbarramento del 4% e ottiene il 6,73% (1.565.896): tra gli eletti c’è anche Ilaria Salis, attivista agli arresti domiciliari in Ungheria (dove è sotto processo con l’accusa di aver partecipato all’aggressione nei confronti di due neonazisti), che ha ottenuto oltre 170 mila preferenze. Delusione, invece, per la lista Stati Uniti d’Europa (+Europa e Italia Viva), che rimane sotto la soglia del 4% e non manderà parlamentari a Strasburgo: malgrado le quasi 190 mila preferenze ottenute da Matteo Renzi, la lista si ferma al 3,76%, per un totale di 875.570 voti. Non ce l’ha fatta nemmeno Azione di Carlo Calenda, che si è fermato a 80 mila voti personali. Il suo partito ha ottenuto il 3,35% (778.858). Seguono: Pace Terra Dignità 2,21% (513.240); Libertà 1,22% (284.460); Südtiroler Volkspartei 0,52 (120.077); Alternativa popolare 0,39% (90.567); Democrazia sovrana popolare 0,15% (35.821); Partito animalista – Italexit per l’Italia 0,13% (29.325); Rassemblement Valdôtain 0,06% (14.418).

REGIONE PIEMONTE

Alla vigilia delle elezioni non erano previste sorprese per le Regionali in Piemonte, e così è stato. Confermato il centrodestra del governatore uscente Alberto Cirio, che ottiene il 56,13% (ovvero 1.055.753 di preferenze) ed è il primo presidente di Regione che riesce a essere rieletto in Piemonte da quando è in vigore l’elezione diretta dei governatori. Il centrosinistra guidato da Gianna Pentenero si ferma al 33,54% (630.853 voti). A seguire, il Movimento 5 Stelle (capitanato da Sarah Disabato), che si è presentato in autonomia dal centrosinistra, bloccato al 7,68% delle preferenze (144.420). Infine, Francesca Frediani della lista civica Piemonte Popolare ottiene l’1,50% (28.191) e Alberto Costanzo, di Libertà Piemonte, l’1,15% (21.564). L’affluenza è in calo anche per le Regionali piemontesi: solo il 55,3% degli aventi diritto si è recato alle urne per eleggere il governatore piemontese (nel 2019 aveva votato il 63,34%). Ad Alessandria la percentuale è stata simile: il 53,66%.

Con la chiusura dello spoglio nella notte tra lunedì e martedì, sono definitivi i numeri della composizione del Consiglio regionale. Sono 44 gli eletti delle liste circoscrizionali, cui va aggiunto il presidente Alberto Cirio. Per effetto della nuova legge elettorale, risultano quindi eletti i primi sei candidati della lista regionale, il cosiddetto “listino”, e le forze di maggioranza sono così ripartite: Fratelli d’Italia, 11 eletti; Lista civica – Cirio presidente, 5; Forza Italia, 4; Lega Salvini Piemonte, 4. A questi vanno aggiunti i sei eletti nel listino dei rispettivi partiti. Per quanto riguarda le opposizioni: Partito Democratico, 12; Movimento 5 Stelle, 3; Alleanza Verdi Sinistra, 3; Stati Uniti d’Europa, 1; Lista civica Pentenero presidente, 1 (che cede il seggio per garantire l’ingresso in Consiglio alla candidata presidente Gianna Pentenero).

ALESSANDRINI IN REGIONE

Si prepara la “formazione” del Consiglio regionale. Al momento in cui andiamo in stampa, a Torino andranno quattro politici della provincia di Alessandria. Sono Federico Riboldi (che ha ottenuto 10.699 preferenze) ed Enrico Bussalino (4.348) per il centrodestra. Poi ci sarà Domenico Ravetti (5.276) per il centrosinistra e la sorpresa Pasquale Coluccio (267) per il Movimento 5 Stelle. Ancora incerta la posizione di Davide Buzzi Langhi, candidato di Forza Italia in Regione ed ex vicesindaco di Alessandria, che grazie alla ripartizione dei resti potrebbe entrare in Consiglio se, ed è assai probabile, il già eletto Marco Gabusi sarà richiamato da Alberto Cirio per continuare a ricoprire la carica di assessore regionale.

CASALE, TORTONA E OVADA

Tre vittorie schiaccianti, nei tre Comuni dell’alessandrino più popolosi al voto in questa tornata elettorale. A Casale Monferrato viene premiata la continuità: vince il centrodestra guidato da Emanuele Capra (già vice del sindaco uscente Federico Riboldi, che ha corso per le Regionali). Capra ottiene il 64,84% (10.510 preferenze), quasi il doppio dello sfidante del centrosinistra Riccardo Calvo che si ferma al 33,57% (5.441). La terza candidata, Manuela Guaschino della lista Libertà, invece, ottiene l’1,59% (258 voti).

A Tortona praticamente due elettori su tre hanno votato Federico Chiodi: il sindaco uscente del centrodestra viene riconfermato con una percentuale schiacciante, il 64,54%, ovvero 7.587 preferenze. Sconfitto il centrosinistra di Gianfranco Agosti, che si ferma al 18,71% (2.199). Infine, i risultati delle tre liste civiche: Progetto Tortona di Alberto Balossino ha preso il 7,78% (914), Vota Derthona di Gian Francesco Galanzino ha ottenuto il 6,86% (806), e Tortona Popolari di Stefanella Ravazzi il 2,12% (249).

Vittoria indiscutibile anche a Ovada per il nuovo sindaco Gianfranco Comaschi, candidato con la lista civica Insieme per Ovada, un “campo largo” sostenuto dal Partito Democratico. Comaschi trionfa con il 68,05%, pari a 3.712 preferenze. Esce sconfitto, e con le ossa rotte, il centrodestra che correva diviso: Angelo Priolo di Prima Ovada (vicina a Fratelli d’Italia) ottiene il 19,95% (1.088 voti) e Ivana Nervi di Ovada nel cuore (sostenuta da Lega e Forza Italia) che si ferma al 12,01% (655).

Alessandro Venticinque

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