L’Adorazione Eucaristica: un cammino itinerante nell’unità pastorale Bormida

Venerdì 13 febbraio a Cantalupo e venerdì 27 a Borgoratto: sono questi gli ultimi due appuntamenti dell’Adorazione Eucaristica itinerante organizzata nelle parrocchie dell’unità pastorale Bormida. Un cammino nato dalla collaborazione tra i gruppi del Rinnovamento nello Spirito Santo della nostra diocesi e i sacerdoti dell’unità, per poter permettere a più persone possibili di vivere un momento di dialogo profondo con il Signore. Abbiamo chiesto a don Emanuele Rossi, moderatore dell’unità pastorale Bormida, e a Cosimo Fusaro, coordinatore diocesano del Rinnovamento nello Spirito Santo, di raccontarci più a fondo questa esperienza.

Don Emanuele, facciamo un passo indietro: come è nata l’idea di fare un’Adorazione itinerante?

«È nata da una chiacchierata con Cosimo Fusaro. Ci siamo confrontati partendo da ciò che il nostro Vescovo ha richiamato sia nella lettera pastorale dello scorso anno sia in quella di quest’anno: l’importanza dell’Adorazione Eucaristica come momento in cui la comunità cresce, perché si mette fisicamente davanti a Gesù Eucaristia. Ci siamo chiesti cosa potessimo fare nelle nostre parrocchie. Abbiamo iniziato con un’Adorazione “a porte aperte”, guidata dal Rinnovamento, e poi abbiamo pensato di proporre questa esperienza in modo itinerante, spostandoci di chiesa in chiesa, sempre con la guida di persone del RnS e di volontari dell’unità pastorale. L’obiettivo è stato quello di suscitare il desiderio di pregare insieme e di coinvolgere anche chi non fa abitualmente Adorazione. Una delle prime tappe è stata Castelspina, dove c’è una comunità molto viva e “matura”, anche grazie alla presenza delle suore Francescane Angeline. Da lì il gruppo ha iniziato a muoversi nelle altre parrocchie dell’unità, cercando di raggiungere il maggior numero di persone. L’ultimo appuntamento, il 27 febbraio a Borgoratto, coincide con l’inizio nella nostra unità pastorale dei Venerdì di Quaresima, che stiamo modellando sulla scia di questa esperienza».

Dal tuo osservatorio di moderatore dell’unità pastorale, vedi dei cambiamenti che il Signore attraverso questo appuntamento con l’Adorazione è riuscito a creare nell’agire delle persone dell’unità Bormida?

«I cambiamenti nei cuori li conosce solo il Signore e maturano secondo i suoi tempi, che non sono i nostri. Però una parola che mi viene subito in mente pensando a questa esperienza è “insieme”. Quando si fa qualcosa insieme si creano legami: anche solo imbiancare una stanza in due ti fa diventare amico di chi lavora con te. Tanto più quando ci si mette insieme davanti al Signore: lì qualcosa accade sempre. Abbiamo vissuto questa proposta per l’unità come un tempo di “semina” della parola di Dio nei cuori delle persone. L’Adorazione Eucaristica c’è sempre stata nelle nostre parrocchie, ma non in modo così strutturato. In tutte le chiese ora c’è l’ostensorio pronto accanto al tabernacolo, segno che l’Adorazione è diventata parte stabile della vita comunitaria, non qualcosa di occasionale».

Cosimo, veniamo a te. Dal tuo punto di vista, come sta andando questo appuntamento con l’Adorazione Eucaristica?

«Inizio sempre ringraziando Dio, perché è attraverso il Suo aiuto che l’amore può manifestarsi in modo concreto; e poi i nostri sacerdoti, che ci accompagnano con costanza in questi incontri. Tutte le opere del Padreterno hanno il loro tempo. Il cuore delle persone va preparato: il Signore chiama e continua a chiamare, ma è necessaria anche una risposta. Viviamo questo tempo di grazia con fiducia, rispettando i tempi di ciascuno. Una cosa molto positiva che stiamo vedendo è che ai piedi di Gesù le relazioni diventano più vere con persone che prima non conoscevamo e con le quali si possono costruire dei ponti. Ponti di dialogo, di fraternità e di servizio, che permettono di camminare insieme».

Riesci a farci un esempio di “ponti” che si sono creati?

«Grazie a queste Adorazioni è nata una bella collaborazione con “Musica e canto”, il coro dell’unità pastorale Bormida diretto da Gabriele Coppo. Al primo appuntamento non sono riusciti a esserci, poi non ne hanno mancato uno e all’ultimo erano presenti in 12 tra coristi e musicisti. I canti che hanno scelto per accompagnare questo momento di preghiera sono quasi tutti del Rinnovamento, un particolare che mi ha colpito e commosso».

Che riscontro c’è stato in termini di partecipazione?

«Per dare qualche numero indicativo, al primo appuntamento eravamo in sette, all’ultimo, a Gamalero, saremo stati più di trenta. Inizialmente c’erano quasi solo persone di Castellazzo, ma adesso vengono persone in rappresentanza da tutti i vari paesi. Il Signore sta proprio aprendo le strade e i cuori».

Come “anima” di questo ciclo di appuntamenti con l’Adorazione Eucaristica hai visto qualche cambiamento a livello di unità pastorale da quando è iniziata?

«Personalmente sto vedendo dei cambiamenti. Lo Spirito Santo ci dona la pace, ma non ci lascia in pace: smuove i cuori, li provoca, li apre. Spesso i nostri cuori sono chiusi, incatenati a ciò che la vita presenta, tra gioie e dolori. Questo “a tu per tu” con il Signore Gesù nell’Adorazione aiuta a sciogliere i legami interiori e a trovare uno sguardo nuovo. Le persone non stanno più in silenzio, “aprono la bocca” davanti al Signore. Un segno molto concreto che vedo è una maggiore collaborazione: sempre più spesso riusciamo a esprimere la fede attraverso servizi vissuti insieme, superando i confini della singola comunità. Poi ci sono dei segni semplici ma profondi: sorrisi, abbracci, una disponibilità nuova tra le persone, che desiderano portare anche i loro amici a pregare con noi. Sono gesti che parlano di fraternità vera e dicono che lo Spirito Santo sta operando, perché è Lui che ci mette insieme, è Lui che lavora nei cuori, con discrezione ma con forza. Un mattone alla volta, arriveremo al tetto (sorride), con il contributo di tutti».

I prossimi appuntamenti?

«Il nostro sogno è portare l’Adorazione Eucaristica anche nelle altre unità pastorali. Per adesso, il prossimo appuntamento è il cammino di Quaresima, che parte proprio con un’adorazione a Borgoratto. Siete tutti invitati!».

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