Domenica 22 febbraio 2026 presso il Centro Betania del S. Cuore di Vische (TO) il nostro ufficio per la famiglia del diocesano ha partecipato alla terza tappa di formazione regionale del percorso “Camminare insieme” dedicata agli operatori di pastorale familiare, organizzata dalla Commissione regionale famiglia Piemonte e Valle d’Aosta che quest’anno si sta soffermando sull’importanza nella Chiesa di lavorare in rete, valorizzando i carismi e le caratteristiche di ciascuno per servire al meglio le famiglie e le comunità.
La giornata è stata come sempre l’occasione per vivere un tempo di fraternità e di condivisione nel quale ritrovare volti ormai familiari e instaurare anche nuove relazioni e collaborazioni con persone provenienti dalle varie diocesi e Movimenti della nostra regione.
L’incontro e iniziato con un tempo di preghiera seguito poi dalla formazione laboratoriale nel quale è stato approfondita l’interazione della Pastorale familiare con alcuni uffici con cui ci si trova spesso a collaborare a stretto contatto: la pastorale vocazionale, la pastorale sociale e quella relativa alla catechesi, tutti orientati verso la stessa missione evangelizzatrice di annuncio del Vangelo a tutti i popoli.
Don Gianluca De Marco, incaricato regionale di Pastorale Vocazionale ha curato il laboratorio di interazione con la Pastorale Familiare, concentrandosi su tre punti: ascolto, discernimento e immaginazione, ricordando che chi si occupa di pastorale in qualunque campo deve accompagnare le persone senza per forza risolvere loro i problemi.
È stato esaminato dove ci si trova oggi rispetto a dove vogliamo essere in futuro, esplorando le difficoltà nel collaborare tra realtà differenti, le diverse immagini di vocazione e famiglia e le paure che ostacolano l’integrazione. La pastorale familiare è legata a quella vocazionale e la famiglia è considerata protagonista attiva nella missione della Chiesa.
Si discutono anche relazioni autentiche e il ruolo degli adulti nel sostenere le vocazioni.
Si pone infine una domanda su che azione concreta si può proporre entro un anno per favorire l’integrazione.
Il laboratorio, guidato da Alessandro Svaluto Ferro, direttore Ufficio di Pastorale Sociale Diocesi di Torino ha esplorato l’interazione tra pastorale familiare e sociale, focalizzandosi su come sia importante accompagnare le persone nei vari aspetti della vita perché l’organizzazione pastorale non deve frammentare le esperienze individuali.
Viene affrontato il concetto di sviluppo umano integrale, invitando a un autentico annuncio della fede attraverso la pastorale sociale del lavoro che non è riservata a pochi specialisti, ma è un modo per evangelizzare nella vita sociale, nel mondo del lavoro, della scuola e anche della politica, partendo dalla fede cristiana.
Il lavoro è visto come un luogo teologico, cioè della presenza di Dio in cui le nuove annunciazioni devono avvenire in contesti della vita sociale come aziende, scuole e ospedali, ecc. Si delineano cinque ambiti della pastorale sociale: lavoro, economia, politica, salvaguardia del creato, giustizia e pace.
Si discute anche dell’intersezione tra lavoro e famiglia, le sfide occupazionali e l’educazione dei giovani per i quali è soprattutto importante che le famiglie, grazie alla loro stessa natura, li accompagnino a crescere nei valori della fraternità e della condivisione.
Il terzo laboratorio che si è focalizzato sull’interazione tra la pastorale familiare e l’ufficio Catechistico, guidato dall’incaricato regionale don Andrea Passea, ha evidenziato che molte famiglie e bambini coinvolti nella catechesi non hanno una solida base cristiana e che le aspettative attuali da parte delle comunità ecclesiali sono troppo alte per loro, per cui è fondamentale affrontare la realtà e riconsiderare che l’iniziazione cristiana, i battesimi e i sacramenti devono coinvolgere direttamente le famiglie: si enfatizza la necessità di offrire un cristianesimo della grazia piuttosto che del dovere.
la catechesi rivolta solo ai bambini senza un coinvolgimento attivo dei genitori così com’è proposta oggi nella maggior parte delle parrocchie risulta un fallimento; inoltre le famiglie sono spesso separate dai bambini durante le Messe e si propone di creare momenti di partecipazione congiunta.
Gli operatori della catechesi devono cambiare prospettiva e apprezzare il valore delle famiglie che sono essenziali per trasmettere l’amore di Dio.
È cruciale collaborare tra pastorale familiare e catechistica perché la famiglia è il primo luogo della catechesi che ha bisogno di coinvolgere le famiglie affinché sia efficace.
Si suggeriscono esempi di iniziative intergenerazionali e si concludono con domande su come sviluppare pratiche concrete nelle comunità.
PROSSIMO APPUNTAMENTO
L’ufficio per la famiglia invita le famiglie e gli operatori della diocesi a partecipare all’ultima tappa regionale che sarà dedicato alla cura della coppia nella bella cornice del Lago Maggiore il week-end del 18-19 aprile 2026, nella Casa Immacolata di Verbania, guidato da don Simone Bruno (psicologo e psicoterapeuta): è previsto il servizio bambini.
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
