Care lettrici,
cari lettori,
questo numero è dedicato a papa Leone XIV che sta attraversando un momento di prova ma, ne sono convinto, anche di offerta al Signore. Sappiamo che le sofferenze non sono mai casuali: se ne può uscire più forti e radicati nella fede. Non solo in vista di una guarigione fisica, che è giusto e umano chiedere, anche se può non essere nei piani di Dio; ma per scoprire, alla fine, che cosa conta davvero nella vita. Se la Parola di Dio non si fa carne, a che serve? Che ce ne facciamo dei nostri riti, dei nostri incontri e delle nostre riunioni se poi, alla resa dei conti, siamo terrorizzati come tutti? Quante volte ho visto usare la Parola per dare una “verniciatina religiosa” che alle proprie idee, non sempre in buona fede… Tutto questo, dobbiamo riconoscerlo con onestà, non ci salva e non ci sosterrà quando saremo davanti al Padreterno.
Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dia una speranza certa, nelle cose della vita. Anche nelle più semplici o quotidiane: pensiamo a San Giuseppe, un uomo che si è santificato facendo il falegname e accudendo la sua (sacra) famiglia. Sono stato di recente a Cotignac, in Provenza, e ho visitato il santuario a lui dedicato. Lì, nel 1660, c’è stata la sua unica apparizione (con miracolo) riconosciuta dalla Chiesa: andateci, tornerete a casa cambiati. Nel cammino verso il santuario, sono stati messi alcuni pannelli per i pellegrini. Su uno di questi è raccontata la vicenda di Santa Caterina Labouré, la “santa del silenzio”, che poco prima di andare in Paradiso suggeriva ai nipoti questa preghiera: «Quando il diavolo cerca di instillare in voi pensieri menzogneri, impuri, odiosi e invidiosi… dite questa breve preghiera: “San Giuseppe, terrore dei demoni, proteggimi!”. E ditela su ogni dito. San Giuseppe cancellerà quei pensieri. Ripetete questa preghiera tante volte quante sono le dita delle vostre mani e vincerete la battaglia». Quella contro i demoni (menzogneri, impuri, odiosi e invidiosi) è l’unica battaglia che vale la pena combattere. Essi ci distraggono (e ammaliano) con pensieri cattivi che ci portano a inseguire le cose del mondo: il potere, i soldi, la lussuria… i demoni portano solo morte e infelicità. Teniamoli lontani, allora: invochiamo San Giuseppe, che desidera invece la nostra salvezza e la nostra santità. Preghiamolo: abbiamo solo da guadagnarci.
Andrea Antonuccio – direttore@lavocealessandrina.it
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
