Home / Rubriche / In Salute / Per il bene della schiena

Per il bene della schiena

Troppi test diagnostici e farmaci.
Per curare la lombalgia e la sciatalgia in Italia si fa ricorso a un eccesso di prescrizioni di analgesici e di esami quali Tac e risonanze magnetiche.
A segnalare questa situazione è la Fondazione Gimbe di Bologna, che ha pubblicato la sintesi italiana delle linee guida del britannico Nice (National Institute for Health and Care Excellence) per orientare i medici e informare i pazienti (www.evidence.it/lombalgia).
In Italia la pratica medica spesso non riflette lo stato dell’arte, con alcune prestazioni sovra-utilizzate e altre sotto-utilizzate. “Fra queste ultime c’è sicuramente l’esercizio fisico, la terapia manuale e la psicoterapia”, afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione. In particolare, i programmi di esercizio fisico offrono benefici a lungo termine, a differenza di quelli passivi, come la
terapia manuale di manipolazione, che non risultano efficaci nella prevenzione. Viceversa, in assenza delle opportune condizioni, Tac e risonanze sono spesso inappropriate: se il mal di schiena persiste oltre un mese è bene farsi visitare da uno specialista per escludere patologie secondarie.
È utile poi rivolgersi a un riabilitatore esperto che, attraverso un approccio cognitivo-comportamentale e una serie di esercizi mirati, consenta di evitare la cronicizzazione della lombosciatalgia. “Bisogna considerare tutti i fattori di rischio della cronicizzazione, non solo fisici, come ad esempio un’altra patologia, ma anche psicologici e sociali, trattando la persona nel suo complesso”, spiega il professor Stefano Negrini, direttore scientifico di Isico (Istituto scientifico italiano colonna vertebrale).
“Spesso le persone ansiose, depresse o che esprimono disagi in ambito lavorativo o famigliare tendono a una cronicizzazione più veloce del mal di schiena, e richiedono non solo una riabilitazione muscolo-articolare, ma un intervento anche a livello psicologico”. Il nemico numero uno da sconfiggere è comunque la sedentarietà: quando possibile, il paziente deve essere incoraggiato a riprendere l’attività fisica, ovviamente senza eccedere. L’ideale è praticare uno sport 2-3 volte alla settimana.
Non è mai troppo presto per la prevenzione: ne possono soffrire anche i bambini. I genitori spesso si preoccupano per il peso dello zaino scolastico: “Si tratta di un fattore di rischio solo se si porta per più di 15-20 minuti e in chi non è allenato”, precisa Negrini. I bambini hanno bisogno di muoversi più degli adulti, almeno un’ora al giorno, facendo sport o semplicemente giocando, meglio se
all’aria aperta.

 

Elena Correggia

About Veronica Privitera

Check Also

Il giornale «pretino»

La crisi che da anni ha travolto il mondo dell’editoria tradizionale continua, giorno dopo giorno, …

Lascia un commento