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«La teologia è legata al quotidiano»

Don Giovanni Bagnus, diacono alessandrino, ha partecipato al Convegno Teologico 2017, tenutosi ad Alessandria dal 9 all’11 ottobre, il cui tema è stato “Il Vangelo del lavoro. I cattolici italiani verso la 48ma Settimana Sociale: stimoli e prospettive per la teologia”.


Giovanni, parlaci un po’del Convegno…
«I l p r i m o  i n c o n t ro dell’anno accademico ha coinvolto sia l’Issr (Istituto superiore di scienze religiose, ndr) che il Sit (Studio interdiocesano di teologia) ed è stato un bell’incontro. Monsignor
Marco Doldi, vicario generale dell’arcidiocesi di Genova e docente Ftis ed Issr, ha trattato il tema del “Vangelo del Lavoro”. E’ stato interessante non solo per la centralità del lavoro da un punto di vista teologico e il ruolo della chiesa in questo ambito, ma anche per la sua esperienza personale e nella sua diocesi. È riuscito a mettere insieme teoria e pratica, un po’ come si dovrebbe fare con la teologia».
Cosa si intende con “Vangelo del Lavoro”?
«È un invito a calare il Vangelo anche nell’ambito del lavoro, soprattutto per chi studia teologia in modo superficiale o non ha molto idea del Vangelo e della teologia… dunque per chi non comprende che il Vangelo va “plasmato” in ogni ambito della vita. Il lavoro è un ambito importantissimo per la vita dell’uomo sia perché tutti lavorano o comunque cercano lavoro sia perché l’operatività dell’uomo rende dignitosa la sua vita. Questo è un aspetto molto importante che spesso, soprattutto al giorno d’oggi, viene dimenticato».
Secondo te quest’aspetto è un po’ trascurato?
«Quello che noto io, soprattutto nella nostra realtà o nelle diocesi un po’ piccole, è che noi chiediamo ai genitori, alle famiglie, agli uomini e alle donne di partecipare alle nostre attività in parrocchia, ma ci dimentichiamo spesso, come diceva anche monsignor Doldi, che il luogo dove si passa più tempo è proprio quello in cui si lavora. E’ stato dunque fatto un invito a “noi del settore”, nel senso di parrocchia e Diocesi, di ripensare a una pastorale che vada incontro a queste necessità, quindi ad attivare anche una pastorale del lavoro, se possibile. Questo ambito non manca ma è da ristudiare».

Quindi fa riflettere sull’aspetto del lavoro dell’uomo secondo Dio.
«Sì, perché il lavoro è una parte importantissima per la vita dell’uomo e il disegno di salvezza passa anche attraverso il lavoro dell’uomo. Tutto questo va tenuto in considerazione, cosa che molto spesso non avviene. Il bello di questo convegno è proprio quello di farci riflettere e rivedere la nostra posizione nell’ambito del lavoro».
Che cosa sono le Settimane sociali?
«Sono convegni che ci aiutano a riflettere sul mondo del lavoro. La riflessione che dobbiamo fare come Chiesa è dunque di sviluppare questo aspetto. Faccio un esempio: non è che la nostra teologia o il nostro magistero deve cambiare se cambia una legge sul lavoro, ma dobbiamo un attimo ripensare a quella che è la pratica. Quest’incontro infatti serve a far rifl ettere su come dovrebbe evolversi la pastorale della Chiesa. La teologia non è nulla di astratto, anzi è molto concreta, quindi il fatto di riflettere partendo dalla realtà ci fa comprendere anche di più il Mistero di Dio nel suo disegno di salvezza dell’uomo, e dell’uomo stesso e della creazione. Tutto è perciò sempre in movimento!».
Che cosa ti ha colpito della relazione?
«Sicuramente la preparazione del relatore. “Possedeva” la materia in modo completo e deciso ed è riuscito a trasmetterla con passione e competenza».
E del contenuto?
«È bello che siamo partiti dal discorso che papa Francesco ha fatto all’Ilva nel maggio scorso! Il Papa ha una particolare sensibilità per questi temi, è molto legato all’aspetto dell’uomo e alla sua quotidianità. Monsignor Doldi ha fatto anche vari collegamenti… è stato molto bello! Poi come sappiamo papa Francesco è molto concreto perché vive e presta attenzione alla quotidianità. Partendo dal discorso del Papa il relatore ha mostrato come la teologia si può legare benissimo alla quotidianità poiché non è nulla di astratto o slegato dalla realtà».
Spunti di riflessione?
«Sì, quello di rivedere le nostre pastorali! La Diocesi di Alessandria è di piccole dimensioni però è senz’altro possibile rivedere il nostro agire».

 

Veronica Privitera 

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