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Alla Grotta di Lourdes porto tutti con me

L’intervista a padre Nicola Ventriglia

Padre Nicola Ventriglia, oblato di Maria immacolata, la congregazione che alcuni anni fa ha anche animato la missione cittadina ad Alessandria, è dal 2012 coordinatore dei cappellani italiani al servizio del Santuario di Nostra Signora di Lourdes. Ed è anche un volto noto: lo vediamo spesso su Tv2000, dove per il Rosario delle 18 si alterna con padre Giuseppe e padre Marco. Insieme con l’Oftal – Opera federativa trasporto ammalati a Lourdes, lo abbiamo ascoltato in un incontro trasmesso in diretta sui canali della nostra Diocesi, guidato da don Gian Paolo Orsini.

Padre Nicola, com’è per lei vivere questi tempi a Lourdes? C’è qualche segno di speranza che ci vuole raccontare?

«Visto che i pellegrini non possono venire a Lourdes, siamo noi che andiamo dai pellegrini! Questa mi pare una bella occasione di poter venire da voi, amici di Alessandria e dell’Oftal. Per adesso insomma non potete ancora venire qui ma vi aspettiamo veramente con grande gioia e con grande desiderio, perché ci mancano gli italiani a Lourdes. È un po’ difficile camminare per le vie, per la piazza, il Santuario, l’esplanade e non sentire parlare italiano. Questo periodo normalmente era già un buon periodo in cui il Santuario era pieno, e per adesso invece non abbiamo pellegrini. Però devo dire (lo dico spesso, ma lo dico con convinzione) che è vuoto di presenza fisica ma non vuoto di una presenza che è quella di tutti quanti voi che vorreste essere qui. Io quando sono alla Grotta, e in questo periodo ho la gioia di starci un po’ di più, volentieri passo del tempo lì e in questo tempo, lo dico sinceramente, penso: “O Vergine Maria, sono qui, io ho questa gioia di poter stare qui tranquillo seduto, siamo io e Te”. Spesso siamo veramente io Lei, non c’è nessuno… però con me ci sono tutte quelle persone che vorrebbero essere qui e causa Covid non possono. E allora penso ai confratelli sacerdoti, penso ai seminaristi, penso agli ospedalieri, penso alle associazioni, penso ai malati che vorrebbero essere qui e non ci sono e sento che questa preghiera per me è vera perché è un modo per dirmi che ci siete, che vi porto da Lei e sento che Lei (ecco così vi faccio un po’ una piccola confidenza) mi dice: “Ma io sono contenta che tu sia qui anche da solo, perché sei solo ma non sei solo”. Questo mi riempie il cuore di gioia e mi fa superare un po’ la malinconia delle assenze».

C’è già aria di apertura? Che prospettive ci sono?

«Dal 3 maggio continua il coprifuoco (abbiamo il coprifuoco alle 7 di sera) ma ci sono state la riapertura dei collegi, la libera circolazione e quindi lo spostamento da una regione all’altra, perché fino al 3 maggio non potevamo muoverci oltre i 10 chilometri. Non potevamo andare neppure a Tarbes perché ci sono quasi 15 chilometri. Dal 19 maggio invece il coprifuoco si sposta alle ore 21 e c’è la riapertura dei musei, dei cinema, tutte queste cose qui, e la possibilità di ricominciare a incontrarsi. A partire dal 9 giugno invece coprifuoco alle 23 e poi la possibilità di liere fino a 5 mila persone nei luoghi di ritrovo. Questa per noi è una bella notizia: significa che possiamo cominciare ad liere quindi con molta libertà i “nostri” che aspettiamo. Stiamo facendo un po’ tutti i programmi: ogni giovedì ci vediamo al Consiglio del rettore e quindi programmiamo, organizziamo e siamo pronti a cambiare… perché è così, siamo in questa situazione in cui bisogna prevedere. La cosa importante è che sentiamo che dobbiamo essere molto disponibili agli arrivi, e quindi anche essere utili per quello che ci viene chiesto. Anche i gruppi che noi speriamo comincino ad arrivare forse non saranno i grandi gruppi a cui eravamo abituati di 400-500, ma piccoli gruppi di 50 persone con una macchina, un pulmino; dobbiamo dare loro la possibilità di vivere bene questo tempo in cui si viene a Lourdes. Proprio stamattina al Consiglio che abbiamo fatto – noi siamo in questo contesto della preghiera continua e cominciamo dalle 8 del mattino fino alle 8 di sera – abbiamo deciso che a partire da lunedì prossimo finisce la preghiera continua e riconsegniamo la Grotta ai pellegrini. Quindi non ci saranno più Messe una dietro l’altra, ma iniziamo un pochettino ad “allentare”, in modo che colleghi di eventuali gruppi, persone, pellegrini che cominciano ad arrivare possano avere la possibilità di stare alla Grotta, di vivere dei momenti intensi, e quindi questo ci fa molto piacere».

C’è un episodio o più episodi di vita nel Santuario che ricordi in maniera significativa?

«Sono tanti i piccoli episodi che mi fanno entrare in punta di piedi arrivando alla Grotta. Qualche volta non c’è nessuno, oltre me e Lei, e dico: “Guarda, Ti porto questa persona perché ha bisogno”. Devo dire la verità, le tante tante telefonate mi confermano che quella preghiera è stata efficace, certamente non perché era la mia ma perché era la Sua, quindi questo mi ha tante volte incoraggiato e anche convertito. Qualche volta mi sono detto: “Ma questa preghiera è vera?”, però la preghiera è fatta pure da qualcosa anche di mio in più. Il curato d’Ars diceva che da quando ha capito che per convertire Ars non bisognava fare solo le preghiere ma bisognava fare qualcos’altro, si è messo a fare qualcos’altro. Allora io non sono ai livelli del curato d’Ars, ma lo stimo, mi piace ma sono ancora molto lontano. Insomma, quelle piccole cose sento che mi hanno convertito e convertono. Sono piccole cose che tutti quanti voi credo sperimentiate. Il fatto che io offra il Rosario per una persona funziona, e poi arriva la telefonata che dice: “Grazie padre, perché la preghiera ha risolto quel caso”, oppure: “Mia moglie è guarita e mio figlio si è riconciliato con la moglie”… queste sono piccole cose che mi fanno vedere un pochettino avanti, diventano come lo zuccherino per me. Io ho bisogno di essere sempre incoraggiato. Queste piccole cose mi aiutano a capire che sono, che siamo sulla strada giusta e che ancora una volta questo luogo non ci inganna e ci “fa “la verità, ci dice la verità. E aiuta gli altri anche a “fare” la verità».

Un fiore per la Madonna

“Un fiore bianco per la Madonna di Lourdes”. È questo il nome dell’iniziativa per il mese dedicato a Maria, dal 1° al 31 maggio 2021. Il Santuario francese invita i pellegrini e i fedeli che vorrebbero essere a Lourdes a posare un fiore bianco ai piedi della statua della Vergine Incoronata sulla grande spianata davanti alla Basilica del Rosario, che sorge sulla roccia della Grotta di Massabielle. La statua dell’Immacolata, con una sfolgorante corona d’oro, domina il piazzale del Santuario.

Ogni anno, migliaia di pellegrini si raccolgono davanti a Lei per ringraziarLa delle grazie ricevute. Tradizionalmente, essi depongono i fiori attraverso le recinzioni che circondano l’aiuola della statua della Vergine Incoronata. Un gesto di tenerezza e gratitudine. Ovviamente, a causa della pandemia i pellegrini che possono recarvisi sono pochi. E così il Santuario propone, per coloro che non possono andare a Lourdes, di offrire un fiore bianco a Nostra Signora, attraverso il sito internet ufficiale www.lourdes-france.org.

(a cura di Marco Lovisolo)

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