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L’ora di religione… in giardino

Intervista alla maestra Federica Bellan

Abbracciare i bambini quando tornano da scuola perché le maestre non possono farlo, preparare con cura il materiale scolastico assieme ai propri figli, ascoltarli attentamente quando raccontano quello che hanno fatto durante la giornata: nella scorsa puntata Federica Bellan (in foto qui sotto), insegnante di religione alla scuola primaria, ci ha dato qualche “dritta” per aiutare le mamme e i papà a sostenere i loro figli durante questa ripartenza. Ora vediamo che soluzioni creative metterà in campo lei per accogliere al meglio i suoi piccoli studenti.

Ammettiamolo, tornare a scuola a settembre presenta i suoi inconvenienti. Bello ritrovare gli amici, ma dopo mesi in cui si è stati spensierati, sedersi a un banco con la mascherina potrebbe essere faticoso. Cosa ha in mente di fare con i suoi alunni per rendere loro questo rientro piacevole?

«Cercherò di creare un clima di famiglia. Le regole anti-Covid sono quelle dell’anno scorso, quindi, soprattutto con i più piccoli, punterò a trasformarle in una sorta di gioco: dirò loro che siamo una “squadra mascherata” e che dobbiamo arrivare fino alla fine dell’anno ricordandoci di rispettare tutte le tappe, come disinfettare le mani. Mi impegnerò poi a mostrare sempre il lato positivo: non possiamo appendere cartelloni al muro? Allora i disegni che abbiamo fatto li portiamo a casa a mamma e papà come regalo. La mia scuola si trova in paese e finché il tempo sarà bello, cercherò di usare gli ambienti esterni, sempre in assoluta sicurezza, per fare lezione».

E nell’ora di religione che cosa si può fare in giardino?

«Invito sempre i miei alunni ad esplorare accuratamente l’ambiente, a memorizzare quello che vedono e a disegnarlo una volta rientrati in classe. Così ho l’occasione di far loro capire a differenza tra ciò che si può costruire e ciò che è creato: l’uomo costruisce, mentre Dio crea. Posso far vedere loro il disegno di un albero, che è creato, e di uno scivolo, che è costruito, ma se un bambino prima tocca con mano e poi disegna l’oggetto stesso, tutto risulta più chiaro».

C’è qualche lettura per bambini della scuola primaria adatta a questo momento di rientro che ci consiglia?

«Un libro che mi piace molto e che uso spesso con i miei alunni è “Anselmo va a scuola” (Edizioni Topipittori). Racconta la storia di un bimbo e del suo pupazzo di pezza, il coniglietto Anselmo appunto, che fanno insieme un viaggio notturno in una scuola elementare. Il coniglio deve iniziare il suo primo giorno e condivide i suoi timori e perplessità: il bambino così capisce che le paure legate a questo nuovo inizio che lui prova sono le stesse del suo pupazzo e che quindi probabilmente tutti i bambini hanno di questi pensieri, che possono essere superati. Nel corso del viaggio all’interno delle aule scolastiche, i due protagonisti conversano con pennarelli, libri e mappamondi che si lamentano di come vengono trattati dai piccoli alunni. L’albo illustrato può essere letto con mamma e papà a casa ma si presta molto bene anche ad un lavoro a scuola sulla cura degli oggetti. Per esempio si può invitarli a riflettere attraverso questa domanda: “Bambini, ma noi questi pennarelli li trattiamo bene?”».

Federica, facciamo un passo indietro: quando ha deciso di diventare insegnante di religione?

«Mi sono laureata nel 2002 in lingue e mi è stato proposto di insegnare religione all’infanzia e alla primaria: la mattina andavo a scuola a lavorare e al pomeriggio frequentavo l’Istituto di Scienze Religiose e studiavo. Mi sono appassionata sin da subito».

Quale contributo aggiuntivo può dare l’insegnante di religione a scuola secondo lei?

«Nella mia carriera da docente cerco sempre di tenere a mente quanto mi venne detto quando mi fu proposto di intraprendere questa strada: “Gli insegnanti di religione nella scuola dovrebbero sempre cercare di essere una risorsa e mai un problema”. Non è sempre facile, naturalmente, ma io cerco ogni giorno di mettere a disposizione delle mie colleghe e dei miei alunni quei famosi talenti di cui parla il Vangelo. Cerco spesso di lavorare in sinergia con gli altri docenti. Per esempio mi è capitato di parlare di quadri con ritratti alcuni momenti della vita di Gesù ai bambini: io affrontavo il tema dal punto di vista religioso e la collega di arte si occupava della parte artistica».

Zelia Pastore

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