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Collezionare per Credere – Perdere l’amore…

«In una grande sala del Terminal di Malpensa centinaia di persone stanno trattenendo il fiato. E’ San Valentino, Lorenzo alza la mano. Il banditore fa un cenno nella sua direzione e segna l’offerta. -6.650 euro per la prima, 6.650 euro per la seconda. Nessuno offre di più? Aggiudicato!- annuncia il banditore e batte con il martelletto. Lorenzo si abbandona sullo schienale della sedia, si toglie gli occhiali, si stropiccia gli occhi. Ha appena fatto l’offerta più alta di tutta l’asta. Intanto il banditore passa allo stock successivo». Lotti che racchiudono quasi tutto ciò che si può dimenticare in un aeroporto: vestiti, giacche, macchine fotografi che, cellulari, tablet, pc, orologi, penne, bigiotteria, valigie e trolley di ogni forma e con tutto il necessario per una vacanza. Oggettistica vissuta che ricorda persone, sensazioni, luoghi come pinne, pattini a rotelle, occhiali, chitarre, caschi da moto: tra le cose più curiose un sax, una pentola per la cucina cinese e due oche impagliate! Gli oggetti smarriti (in aeroporto e non solo) e non rivendicati dai proprietari entro un anno vengono rivenduti all’asta in stock; i proventi della vendita vanno all’Erario e il pagamento può essere effettuato in contanti, con bancomat, carte di credito oppure tramite assegni. Molti sono i collezionisti che si presentano il giorno dell’asta e aspettano pazientemente che venga battuto il lotto che interessa loro. Lorenzo (achille182@yahoo. it) mi spiega che di solito la legenda degli oggetti all’asta risulta molto dettagliata (ad es.«portatile Asus bianco mod.eee pc 1001; navigatore marca Garmin mod. nuvi c/ custodia nera in similpelle») e che le condizioni d’uso degli oggetti sono molto importanti per i collezionisti. L’asta degli oggetti smarriti di Malpensa, ad esempio, attira ogni anno centinaia di curiosi e raccoglitori che vagheggiano l’affare del secolo o che semplicemente desiderano assistere a un bello spettacolo. «Probabilmente l’oggetto che oggi ha procurato a Lorenzo il brivido della vittoria domani finirà dimenticato in un armadio. Tutti gli sconfitti si dirigono verso l’uscita del Terminal. Ci riproveranno l’anno prossimo…».

Mara Ferrari 

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