Dopo la pandemia? Priorità all’agricoltura

“Il contrappello” di Paolo Massobrio

Nell’articolo uscito questa settimana su Avvenire ho voluto ricordare un monito di papa Francesco durante la veglia pasquale: «È possibile ricominciare sempre», che apre le porte alla speranza soprattutto in un momento come questo, in cui l’Istat ha conteggiato una Pasqua con un calo di acquisti del 40%. Eppure è necessario pensare alla ripartenza e qualcuno già si sta adoperando, con uno sguardo rivolto al futuro.

Per esempio, nel Monferrato la famiglia Bologna ha piantato 146 querce per realizzare, coi legni, le barrique a chilometro zero e, sempre in Piemonte, è nata la prima scuola italiana per pastori, che dovrebbe favorire il ripopolamento delle montagne. Bill Gates invece ha acquistato altri campi destinati all’agricoltura, arrivando a possederne ben 100 mila ettari. Tutte queste iniziative che guardano al futuro sembrano avere un denominatore comune: l’agricoltura. Dal Governo ci si attende una svolta in tal senso poiché diventa necessario cominciare a pensare a cosa dare la priorità una volta terminata la pandemia.

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