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Memoria corta e speranza

“La testa e la pancia” di Silvio Bolloli

Mio padre, qualche tempo fa, mi raccontò di come, attorno alla metà dei ‘70, terminò l’ultima presidenza di Remo Sacco: per mera coincidenza l’ultimo tra i presidenti dell’Alessandria ad aver condotto la squadra in Serie B (nel 1975) e ad aver conquistato la Coppa Italia di Lega (nel 1973).
Ebbene, secondo la narrazione paterna, il celebre imprenditore spinettese subì dure contestazioni da parte della piazza (ivi compresi insulti alla moglie e manifestazioni sotto la sua abitazione) con il risultato che si stufò e cedette le redini del sodalizio che, da allora, non vide più nemmeno l’ombra della Serie B proprio fino all’arrivo di Luca Di Masi: primo, a distanza di quasi cinquant’anni, ad aver replicato i successi dell’illustre predecessore.

Oggi, a Di Masi è toccato in sorte lo stesso destino al punto da non poter neppure andare allo stadio per il rischio di subire contumelie ed insulti da una parte della tifoseria che si è anche compiaciuta di oltraggiare ad ogni partita la Lega così da costringerlo a pagare salate multe.

Adesso, anche per l’uomo di Torino pare sia giunto il momento di segnare il passo e passare il testimone il che rende la domanda d’obbligo: lo rimpiangeremo o ci avvieremo verso una nuova stagione di fulgidi successi che lo farà dimenticare in fretta?
In quest’ultimo caso la farebbe da padrona la speranza ma, qualora dovesse verificarsi la prima eventualità, la memoria corta di una parte del popolo dei sostenitori della grigia casacca costituirebbe un errore davvero imperdonabile.

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