Il C.I.F. (Centro Italiano Femminile) compie 80 anni e guarda al futuro

Il Centro Italiano Femminile ha compiuto 80 anni. La sfida di costruire il futuro, lanciata da un gruppo di Donne nell’immediato dopoguerra, non ci lascia indifferenti, anzi ci conduce sapientemente a “fare memoria”. E la memoria non è solo lo spazio dei ricordi ma anche quello dei sentimenti, delle emozioni che lungo il tempo hanno animato tante donne del C.I.F. a privilegiare la concretezza degli incontri, il coinvolgimento con gli altri, la sollecitudine verso la società e la cura dei deboli. Queste tante donne, in ogni angolo del Paese, con il loro impegno, la loro tenacia, la loro testimonianza cristiana, ci fanno sentire ancora oggi parte di una storia, di un mondo comune, di una fraternità allargata.

Mi piace pensare a questa storia di molte donne “ordinarie” eppure straordinarie, che hanno favorito una svolta ed un cambiamento di mentalità, pur rimanendo semplicemente donne. Tante di loro le ho conosciute attraverso scritti e ricordi tramandati, altre le ho conosciute personalmente ed il loro esempio (la loro amicizia) mi ha insegnato uno stile di vita completo, adattabile, traducibile nel  comportamento utile a vivere una vita in pienezza, non accettando solo di sopravvivere ma vivere, facendo la differenza, se non per molti, almeno per qualcuno.

Sono trascorsi 80 anni esatti e grazie a queste Donne che ho desiderato ricordare in una pubblicazione, che sarà consegnata in omaggio ai partecipanti all’evento del 3 dicembre, a Palatium Vetus, se oggi parliamo al femminile, se sosteniamo ancora i valori cristiani ed i principi legati al rispetto dell’altro, se progettiamo il futuro “con e non contro l’uomo”, se difendiamo la dignità della donna ed il valore incommensurabile della famiglia. Un insieme di profili femminili (ma anche maschili: i consulenti ecclesiastici succedutisi nel tempo) attraverso i quali ho desiderato ripercorrere la storia facendo memoria di personalità importanti per l’Associazione ma soprattutto per la mia vita. Con l’aiuto di amiche (nipoti, pronipoti) sono giunta alle origini del C.I.F. alessandrino, là dove,  per ragioni anagrafiche, non sarei potuta arrivare, non avrei potuto comprendere che a pochi mesi di distanza (giugno 1945) dalla costituzione del C.I.F. nazionale a Roma (gennaio 1945) qui in Alessandria e a ottobre 1945 a Tortona, l’entusiasmo, l’impegno, la concretezza di tante Donne traducesse non solo i principi statutari associativi, ma realizzasse concretamente opere caritative e culturali a favore di una società sconvolta e impoverita dal conflitto mondiale. 

A 80 anni di distanza, grazie a queste Donne, le rovine materiali del dopoguerra sono state sanate, a quelle morali invece se ne sono aggiunte di nuove. Risulta quindi importante, se non necessario, l’impegno delle giovani donne che, condividendo i principi dell’Associazione, nel loro ambito (familiare, lavorativo, sociale) sappiano portare dentro la storia dell’oggi quel cambiamento reale guidato dall’ispirazione cristiana capace di addolcire ogni gesto umano che promuova la dignità della persona, nel superamento di logiche negative, finalizzato al miglioramento della vita di tutti.

Rosa Mazzarello Fenu

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