Il cambiamento in 21 parole e tutto il tempo che serve: manuale pratico di imperfezione

Al via la nuova rubrica di Enzo Governale

Davanti a noi una finestra aperta e da fuori entra aria fresca. Non è chissà quale vento rivoluzionario (è solo aria) ma la senti diversa. Ogni tanto succede così, senza un vero motivo, ti accorgi che qualcosa dentro di te sta chiedendo spazio. Non sai se è stanchezza, curiosità o desiderio, ma capisci che non puoi più fare finta di niente.

E allora ti fermi. Ti guardi intorno, ti chiedi dove sei arrivato e ti chiedi se non sia arrivato il momento di cambiare. Il cambiamento, però, non è un gesto eroico. Non arriva con la colonna sonora del “Gladiatore” in sottofondo, né con un tramonto alle spalle che illumina un sentiero segnato dai cipressi nelle colline della Toscana. È una cosa piccola, lenta e molto spesso goffa e faticosa. Non è buttarsi da un dirupo, ma spostarsi di pochi centimetri. Abbastanza per vedere la vita da un’altra angolazione.

Questo percorso nasce da un punto preciso, da una mia esigenza personale, diciamolo pure, un momento nel quale ho capito e deciso di cambiare quelle piccole abitudini che mi portavano indietro e non mi lasciavano andare avanti.

E, siccome ho visto che su di me ha funzionato (e in qualche caso anche su chi mi è stato vicino) ho pensato di condividerlo con voi. Bell’idea, direte voi. E così, ho scelto ventuno parole. Perché le parole, se usate bene, cambiano davvero le cose. Non solo in senso poetico ma anche in senso scientifico e le neuroscienze ce lo confermano. Ogni parola che pronunciamo attiva nel cervello reti di connessioni, emozioni, ricordi, immagini. Una parola può calmare, ferire, motivare, guarire. Può spostare il modo in cui percepiamo la realtà. In un certo senso, quando cambiamo le parole con cui raccontiamo la nostra vita, iniziamo davvero a cambiare la nostra vita.

Per questo ho scelto di partire dalle parole, ognuna delle quali ha un significato preciso ma anche un sapore, una musica, un modo tutto suo di risuonarci dentro. Alcune sono morbide, altre graffiano un po’. Alcune chiedono pazienza, altre ci sorprendono. Tutte, però, hanno la stessa direzione, ci accompagnano lungo un percorso che, passo dopo passo, ci avvicina a noi stessi.

Si parte dalla consapevolezza, quella che ti costringe a guardarti in faccia, e si arriva all’armonia, quando finalmente tutto trova il suo posto. Nel mezzo ci saranno cadute, pazienza, decisioni, attese e piccoli gesti.

Ogni parola è una tappa, un respiro, un frammento di vita. Non sono formule magiche, ma strumenti per fermarsi, per capire e, solo se lo desideriamo, per cambiare.

Io non sono un guru, né un motivatore. Sono solo uno che ha provato a mettere ordine nei propri pensieri e, per una volta, ha deciso di farlo ad alta voce. Questo percorso è la mia finestra aperta. Voi potete affacciarvi, se vi va. Magari l’aria nuova che entra servirà anche a voi. Magari scopriremo che respirare insieme per un attimo e riempire i polmoni di aria fresca, può aiutare noi e le persone che ci vogliono bene.

Buen camino.

Enzo Governale

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