“Amici di Mario” è un’associazione di promozione sociale e culturale, che nasce dalla volontà di prendersi cura delle persone e della comunità, promuovendo solidarietà, inclusione e responsabilità condivisa.
L’Associazione di Promozione Sociale sorge dal desiderio profondo dei fondatori di trasformare il dolore di una perdita in un impegno concreto verso la comunità. Essa, infatti, è dedicata a Mario, fratello dei fondatori, una persona che per anni ha incarnato i valori più autentici del volontariato: altruismo ed attenzione sincera verso gli altri. Durante la sua vita, il suo impegno costante nel volontariato ha rappresentato un punto di riferimento per chiunque lo abbia conosciuto, lasciando un segno indelebile nelle persone e nei contesti in cui ha operato.
“Amici di Mario”, operando nel Terzo settore, è profondamente radicata nel territorio e lavora ogni giorno per costruire legami, ascoltare i bisogni e trasformare le fragilità in opportunità di sostegno. Per tali ragioni, l’associazione sostiene con grande entusiasmo un progetto, denominato “La Culla di Mario”: una Culla per la Vita, frutto di una comunità che sceglie di farsi prossima, unendo valori, impegno e cuore per non lasciare nessuno solo. Il progetto “La Culla di Mario” nasce da un’idea del Movimento Cristiano Lavoratori, movimento di ispirazione cristiana, impegnato da più di cinquant’anni nella promozione della dignità della persona e del valore della vita. È un’idea che ha trovato ascolto e condivisione, trasformandosi in un percorso comune grazie alla collaborazione di “Amici di Mario” e “Tra cuore e mente”, associazione che da circa tre anni è molto attiva in Alessandria ed impegnata in progetti con finalità benefica. Parte integrante di Alessandria e provincia, nonché animato da un profondo senso di responsabilità sociale, il progetto rappresenta un gesto concreto di accoglienza e speranza: uno spazio sicuro dove ogni nuova vita possa essere protetta, rispettata e amata, anche nei momenti di maggiore fragilità.
Cosa sono le Culle per la Vita: la sicurezza del bambino prima di ogni cosa
La culla per la vita è una struttura concepita appositamente per permettere di lasciare, totalmente protetti, i neonati da parte delle mamme in difficoltà nel pieno rispetto della sicurezza del bambino e della privacy di chi lo deposita.
In luogo facilmente raggiungibile, garantisce l’anonimato della mamma che vuole lasciare il bambino ed è dotata di una serie di dispositivi (riscaldamento, chiusura in sicurezza della botola, presidio di controllo h 24 e rete con il servizio di soccorso medico) che permettono un facile utilizzo e un pronto intervento per la salvaguardia del bambino.
La culla per la vita è un’estrema possibilità di accoglienza e di vita che deve servire a evitare un estremo gesto di rifiuto.
Breve storia
La prima “ruota degli esposti” comparve alla fine del XII secolo, nel 1188, nell’ospedale dei Canonici di Marsiglia (Francia), seguita poco dopo da quella di Aix en Provence e di Tolone. Si trattava di un semplice cilindro di legno, posto verticalmente nel vano di una finestra posta sul fronte strada di un edificio, che ruotava su un perno. La persona addetta all’accettazione, avvisata dal suono di un campanello, faceva girare l’apertura e accoglieva il neonato. A breve distanza di tempo comparve la prima ruota deli esposti in Italia, presso l’ospedale di Santo Spirito in Sassia a Roma. Da allora fino alla seconda metà dell’800 le ruote ebbero notevole diffusione su tutto il territorio nazionale italiano arrivando al ragguardevole numero di 1200 circa.
La validità delle ruote degli esposti incominciò ad essere messa in discussione all’inizio dell’800 e si crearono due correnti, abolizionisti e antiabolizionisti. Le motivazioni che deponevano contro l’uso e la diffusione delle ruote da parte dei primi prevalse e nel 1867 chiuse la prima ruota degli esposti in Italia, a Ferrara. Nel 1923 tutte le ruote rimaste furono ufficialmente soppresse e non fu più possibile l’immissione anonima dei bambini ma solo la consegna diretta. Per sette secoli e mezzo il semplice congegno aveva salvato migliaia di bambini e aveva svolto una enorme opera sociale e assistenziale; bisognerà aspettare il 1992 per sentire riparlare della ruota (denominata ora “cassonetto per la vita”) per opera del coraggioso dottor Giuseppe Garrone, fondatore del Movimento per la Vita di Casale Monferrato. Scosso da tristi fatti di abbandono di neonati ritornati alla ribalta delle cronache, si fece promotore della riapertura di una nuova edizione, più tecnologica e strutturata, dell’antica ruota degli esposti. Questa sua battaglia di civiltà fu duramente contestata e dovette subire una denuncia e un’interpellanza parlamentare, che vennero chiuse con l’archiviazione.
Le culle, intanto ricominciavano a rifiorire su tutto il territorio nazionale, gesto estremo di accoglienza che risponde a un gesto estremo di disperazione a tutela della vita di un bambino.
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
