La decisione è il ponte sospeso tra il pensiero e l’azione, tra il desiderio che vola e il piede che poggia
Decisione [de·ci·sió·ne]
Dal latino decidĕre, composto da de (via da) e caedĕre (tagliare). Signifca letteralmente “tagliare via”, troncare
Arriviamo a un punto cruciale (uno dei tanti, in realtà) di questo percorso, quel momento in cui le parole devono smettere di essere solo vibrazioni nell’aria o inchiostro su carta e devono farsi carne, muscoli e movimento. Abbiamo aperto gli occhi, abbiamo accettato il punto di partenza, ci siamo presi il timone e abbiamo guardato l’orizzonte. Ma c’è un istante preciso in cui bisogna smettere di studiare la mappa e bisogna iniziare, finalmente, a camminare. Quel momento si chiama decisione. È una parola che porta in sé una radice al tempo stesso bellissima e terribile: “caedere”, ovvero tagliare. Decidere non è un atto di accumulo ma un atto di sottrazione. Significa fare un taglio netto, chirurgico.
Significa scegliere una direzione e, inevitabilmente, accettare di perdere tutte le altre.
È esattamente qui che la maggior parte di noi si blocca, paralizzata dal dubbio. Vorremmo cambiare senza dover rinunciare a nulla, vorremmo muoverci restando però ormeggiati nel porto sicuro di tutte le infinite possibilità ancora aperte. Ma la vita non accade mai nel regno dei “potrei”, dei “magari” o del potenziale illimitato; la vita accade solo nel regno delle scelte compiute, dei passi fatti sulla terra nuda.
Finché non decidi, ti trovi in una sorta di limbo esistenziale: hai un piede sulla banchina e uno sulla barca che sta per salpare. È una posizione faticosa, innaturale e alla lunga profondamente dolorosa perché ti spacca in due. La decisione è l’atto di coraggio supremo che interrompe questa tensione insopportabile. È un momento di solitudine assoluta, quasi sacra, dove il rumore del mondo deve essere spento per lasciare spazio alla propria voce interiore che dice: “Sì, vado di là”.
Può trattarsi di una decisione piccola, come cambiare l’ordine delle azioni appena svegli o di una decisione monumentale che ribalta completamente un’esistenza intera. In ogni caso, è un atto di libertà suprema.
Quando decidi, il tuo mondo apparentemente si restringe, perché le opzioni diminuiscono ma è proprio in quel restringimento che la tua vita acquista una densità, una profondità e una realtà che prima non aveva. Smetti di sognare il cambiamento come un’ipotesi remota e inizi a praticarlo come una disciplina quotidiana. La decisione è il ponte sospeso tra il pensiero e l’azione, tra il desiderio che vola e il piede che poggia.
È il taglio netto che ti separa definitivamente dal passato e ti consegna, con timore e tremore ma anche con immensa speranza, al tuo futuro. Per questo in alcuni casi è giusto cercare un “nuovo taglio”.
Le tappe del cammino
Il cambiamento in 21 parole e tutto il tempo che serve: manuale pratico di imperfezione
Decisione
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
