Manuale pratico di imperfezione: l’eleganza del taglio – di Enzo Governale (sesta puntata)

La decisione è il ponte sospeso tra il pensiero e l’azione, tra il desiderio che vola e il piede che poggia

Decisione [de·ci·sió·ne]

Dal latino decidĕre, composto da de (via da) e caedĕre (tagliare). Signifca letteralmente “tagliare via”, troncare

Arriviamo a un punto cruciale (uno dei tanti, in realtà) di questo percorso, quel momento in cui le parole devono smettere di essere solo vibrazioni nell’aria o inchiostro su carta e devono farsi carne, muscoli e movimento. Abbiamo aperto gli occhi, abbiamo accettato il punto di partenza, ci siamo presi il timone e abbiamo guardato l’orizzonte. Ma c’è un istante preciso in cui bisogna smettere di studiare la mappa e bisogna iniziare, finalmente, a camminare. Quel momento si chiama decisione. È una parola che porta in sé una radice al tempo stesso bellissima e terribile: “caedere”, ovvero tagliare. Decidere non è un atto di accumulo ma un atto di sottrazione. Significa fare un taglio netto, chirurgico.

Significa scegliere una direzione e, inevitabilmente, accettare di perdere tutte le altre.

È esattamente qui che la maggior parte di noi si blocca, paralizzata dal dubbio. Vorremmo cambiare senza dover rinunciare a nulla, vorremmo muoverci restando però ormeggiati nel porto sicuro di tutte le infinite possibilità ancora aperte. Ma la vita non accade mai nel regno dei “potrei”, dei “magari” o del potenziale illimitato; la vita accade solo nel regno delle scelte compiute, dei passi fatti sulla terra nuda.

Finché non decidi, ti trovi in una sorta di limbo esistenziale: hai un piede sulla banchina e uno sulla barca che sta per salpare. È una posizione faticosa, innaturale e alla lunga profondamente dolorosa perché ti spacca in due. La decisione è l’atto di coraggio supremo che interrompe questa tensione insopportabile. È un momento di solitudine assoluta, quasi sacra, dove il rumore del mondo deve essere spento per lasciare spazio alla propria voce interiore che dice: “Sì, vado di là”.

Può trattarsi di una decisione piccola, come cambiare l’ordine delle azioni appena svegli o di una decisione monumentale che ribalta completamente un’esistenza intera. In ogni caso, è un atto di libertà suprema.

Quando decidi, il tuo mondo apparentemente si restringe, perché le opzioni diminuiscono ma è proprio in quel restringimento che la tua vita acquista una densità, una profondità e una realtà che prima non aveva. Smetti di sognare il cambiamento come un’ipotesi remota e inizi a praticarlo come una disciplina quotidiana. La decisione è il ponte sospeso tra il pensiero e l’azione, tra il desiderio che vola e il piede che poggia.

È il taglio netto che ti separa definitivamente dal passato e ti consegna, con timore e tremore ma anche con immensa speranza, al tuo futuro. Per questo in alcuni casi è giusto cercare un “nuovo taglio”.

Enzo Governale

Le tappe del cammino

Il cambiamento in 21 parole e tutto il tempo che serve: manuale pratico di imperfezione

Consapevolezza

Accettazione

Responsabilità

Visione

Decisione

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