Acquarelli delicati pieni di dettagli nascosti, una storia in rima sul coraggio e sull’amicizia: con Cincia, Riccio, Lepre e Scoiattolo i bambini imparano a osservare il creato che cambia.
Il bosco si colora d’oro e d’arancione: l’autunno è tornato e gli animali si preparano ad accoglierlo. Per le oche selvatiche è tempo di partire per il grande volo: la piccola Cincia sogna di partire con loro. Ma ne avrà il coraggio? E se poi le verrà nostalgia di casa? Per fortuna può contare sulla fedeltà dei suoi amici. “Benvenuto, autunno!”(Edizioni El) è una storia semplice, in rima musicale, che tocca dei temi fondamentali per i bambini: il desiderio di avventura e il bisogno profondo di una base sicura a cui tornare.
A rendere prezioso questo albo è soprattutto lo stile delle illustrazioni: le immagini sono molto delicate, tutte realizzate ad acquarello. Non sono immagini “urlate” o digitali: sono tavole calde, avvolgenti, che aiutano il lettore a sentire il profumo del bosco d’autunno. E sono piene di particolari nascosti tutti da scoprire.
C’è in queste tavole una cura per i piccoli dettagli, che agli occhi dei bambini diventano fondamentali: a 3 anni i bambini rimangono affascinati dalle macchie di colore; a 5-6 anni inizia la vera caccia al tesoro visiva. Il libro cresce con il bambino.
Cincia, il riccio, la lepre e lo scoiattolo sono i protagonisti “storici” della coppia formata da Giuditta Campello e Arianna Cicciò, una piccola compagnia del bosco che i bambini hanno imparato ad amare albo dopo albo, stagione dopo stagione. Per questa fascia d’età ritrovarli è importante: cercano il riconoscimento, la sensazione di tornare in una casa conosciuta. Per i genitori è una garanzia di continuità. Tra tutti gli spunti che il libro offre, ne sottolineo tre.
1 Il creato che cambia
L’autunno non viene presentato come una stagione triste, ma come un tempo necessario, di preparazione. È un’occasione bellissima per parlare della Provvidenza: ogni stagione ha il suo compito, ogni creatura il suo tempo.
2 Il coraggio non è fare tutto da soli
Cincia ha paura, ma non viene rimproverata. Sono gli amici a farle da nido. È un’immagine semplice e potente di comunità, di amicizia come luogo in cui il coraggio può nascere. Per i nostri bambini è rassicurante sapere che si può avere paura e, allo stesso tempo, contare sull’altro.
3 La Casa non è un limite, è una radice
Il punto non è se Cincia partirà o resterà, ma sapere che ha una casa che l’aspetta. Ed è proprio questa certezza a darle libertà.
Cosa fare dopo la lettura?
Dipingiamo come Cincia! Prendete gli acquarelli e una foglia vera dal prato. Bagnate la foglia e tamponate il colore sopra. L’effetto, insieme materico e delicato, ricorda quello delle illustrazioni del libro.
Questo albo è un piccolo antidoto alla fretta: insegna a rallentare e a guardare con calma le pagine insieme. E in un tempo che corre, per i nostri bambini, è già una forma di cura.
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria

