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Povere piste ciclabili

Città nostra

Dove è finito il senso del buon vivere civile?

I percorsi ciclabili cittadini sono un “unicum”: quelli che uniscono due punti di una certa importanza e abbastanza lunghi da invogliare a percorrerli si possono contare sulle dita di una mano. Gli altri meritano una citazione: c’è quello non lungo, quello che svanisce in un marciapiede senza altre indicazioni, quello impraticabile perché deturpato da una canaletta della fibra ottica sulla quale non è più stato steso l’asfalto; la maggioranza serve da posteggio a file di automezzi.

Questi ultimi infatti sono i veri fruitori del suolo viabile; li trovi fermi sugli incroci, davanti agli scivoli per i disabili, in doppia e terza fila, sui marciapiedi nelle sere della pulizia strade… ed è proibito multarli, mah! Forse perché non ci sono più vigili urbani e ausiliari del traffico addetti a tali compiti, o forse perché il caos è qualcosa che piace in quanto ci fa sentire più liberi e consci della nostra personalità. Ormai si è perduto il senso del buon vivere civile, ordinato e… quasi un po’ monotono!

Carlo Re

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