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Se non ora, quando?

Il punto di vista di Adriana Verardi Savorelli

Benigni e il Cantico dei Cantici

Se non ora, quando? La domanda mi sorge spontanea dopo aver letto su Avvenire di martedì 11 febbraio il bellissimo articolo di Luigino Bruni “La lettura di Benigni del Cantico dei Cantici e una seria delusione – Il corpo delle donne (Intimità della Bibbia)”. Finalmente una voce autorevole si è levata! Un invito per gli amici: leggete quel testo del giornale. Giovedì sera 6 febbraio, come molti italiani che sapevano della presenza di Roberto Benigni al Festival della canzone di Sanremo (leggi anche il “Granello di senape“: Dal Festival si alza una richiesta d’aiuto alla Chiesa), mi metto in religioso ascolto della sua lettura e del suo commento circa il Cantico dei cantici, il Cantico per eccellenza, il più bel Cantico che “canta in un susseguirsi di poemi l’amore reciproco di un amato e di una amata, che si raggiungono e si perdono, si cercano e si trovano” (dalla Bibbia di Gerusalemme). Conosciamo tutti il Benigni che ci ha appassionato con le sue letture della Divina Commedia, dei Dieci Comandamenti, della Costituzione italiana, con i suoi film poetici “La vita è bella”, “Pinocchio” e altri ancora, quindi l’ansiosa attesa è più che giustificata… La sorpresa è grande quando Benigni descrive un rapporto amoroso che imbarazza (L’intervista al vescovo Ci siamo giocati la credibilità). Parole, parole e ancora parole inusuali, concetti ripetuti al fine di convincere lo spettatore. Dice che si rifà all’antica traduzione biblica che non si trova in quella attuale perché è stata cancellata. Parla del rapporto d’amore tra un uomo e una donna che non è più intimo, ma reso pubblico in modo assolutamente inadeguato. Io mi sento via via sempre più sorpresa, per non scrivere addirittura irritata e proprio come è successo alla mamma e alla sorella di Luigino Bruni “l’aria di casa si è riempita di un pudore mescolato con l’imbarazzo e il disagio”.


Ho detto a me stessa che non posso tacere perché ho il diritto e il dovere di esprimere il mio parere. Approfitto dell’occasione che mi è offerta dal bravo Luigino Bruni, nativo dell’ascolano e che ho conosciuto personalmente. Approvo le sue argomentazioni perché giuste, veritiere e obiettive. Mi chiedo perché il celebre attore non si sia reso conto delle conseguenze che avrebbero suscitato le sue letture con i suoi commenti. Voleva scioccare tutti con uno scoop incredibile? Voleva forse un sovrappiù di notorietà? Ha avuto carta bianca per il suo dire, fiducia illimitata da parte dei dirigenti della Rai? Che tristezza sapere che certe cose succedono con uno strumento della comunicazione sociale che entra nelle case di tutti gli italiani: grandi e piccini! Chissà quanti ragazzini ascoltano ciò che non dovrebbero ascoltare! Cosa possono pensare quelle giovani menti ancora in formazione? Sono tutti preparati per accogliere messaggi di questo genere? Che è assolutamente lecito raccontare in pubblico fatti che appartengono alla sfera intima e privata? Che scandalizzarsi è roba da uomini e donne delle caverne e altro ancora? Ridurre la sessualità a spettacolo mi pare davvero un’azione indecorosa! Se potessi parlare direttamente al caro Benigni gli direi così: chiedi scusa a tutti per qualunque motivo tu l’abbia fatto e spera nell’altrui perdono. Ritorna alla tua bella fama di protagonista da premio Oscar che sa affascinare!

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