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Le vitamine dell’autunno per i bambini

Intervista alla pediatra Sabrina Camilli

Cara dottoressa, questo rientro a scuola impone una rinnovata attenzione nel preservare e “potenziare” la salute dei bambini. Partiamo dalla tavola: qualche consiglio sull’alimentazione autunnale?
«Ho spesso spiegato ai genitori che l’alimentazione dei bambini dovrebbe essere il più completa possibile. Purtroppo sappiamo che non tutti i bimbi amano frutta e verdura: eppure si tratta di cibi ricchi di vitamine e minerali essenziali. Alcuni di loro contengono infatti composti fitochimici vitali per la nostra salute, perché svolgono un’azione protettiva su diversi apparati del nostro organismo. Frutta e verdura contengono poi sostanze come i polifenoli e i flavonoidi: sono quelle che conferiscono il colore caratteristico di ogni alimento, che può variare dal rosso al verde al bianco, passando per il giallo, l’arancio, il blu e anche il viola. sarebbe opportuno che i nostri bambini potessero consumare cibi di tutti e cinque i colori nel corso della giornata, per coprire tutti i fabbisogni dell’organismo, come consiglia la guida “I colori del benessere” del Ministero delle politiche agricole e forestali. Ricordiamo anche che un piatto che presenta diverse sfumature (per esempio il riso bianco con i piselli verdi o le lenticchie marroni, ndr) è molto meglio di uno monocolore e il bambino è anche invogliato alla vista».

Qualche esempio con i cibi di stagione?
«Per esempio le carote, la zucca e le lenticchie rosse. Contengono flavonoidi, betacarotene e vitamina C: tutte sostanze che hanno effetti positivi sul nostro sistema immunitario. Ricordo che la vitamina C è termolabile, cioè con la cottura vengono perse le sue proprietà».

E nello specifico quali vitamine consiglia di assumere in questo periodo?
«Premetto che le vitamine sono tutte importanti per il nostro benessere e per l’idoneo accrescimento dei bambini. Una in particolare che è fondamentale introdurre è la D: la troviamo negli alimenti ma dobbiamo introdurla anche in forma farmacologica. Tutti i bambini, specialmente quelli che vivono nelle zone inquinate del Nord Italia dovrebbero assumerla in età scolare. La Fimp (Federazione italiana medici pediatri) consiglia l’assunzione di vitamina D quotidianamente nella quantità di 800 unità internazionali al giorno (per gli adulti la quantità suggerita è 1200 Ui). La vitamina D non solo fissa il calcio nelle ossa ma ha un’importante azione sulle cellule immunitarie: interviene infatti sia nell’immunità innata (ovvero quella che nei bambini permette la miglior risposta al Covid-19) che in quella acquisita e in particolare previene l’eccessiva infiammazione delle vie respiratorie. Nei cibi la troviamo nell’olio di fegato di merluzzo e nei pesci grassi come trota, sarde, salmone, sardine e pesce spada».

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