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«Sono stata ascoltata»

Lettere al direttore

Caro direttore, caro Andrea,

grazie. Grazie per aver trovato la forza di narrare quanto ti è accaduto; di aver aperto il tuo cuore per svelarci il tuo intimo sentire: le preoccupazioni, le paure, le emozioni che ti hanno accompagnato nei giorni del ricovero e della malattia. Grazie soprattutto per averci ricordato che nelle “battaglie” della vita, nel tuo caso per la salute, a sorreggerci e dare forza è soprattutto la Fede, la percezione interiore che il Signore ci è accanto, è con noi, sempre. Basta accorgercene! Non siamo educati ad accorgercene…Vero.

Ci sono però accadimenti, nella nostra esistenza, che ci scuotono; nelle prove, le più lunghe, le più dure ci risvegliano e ci cambiano facendoci dire: sono entrato con una Fede e sono uscito con un’altra, completamente diversa. Anch’io – che non ho lottato come hai fatto tu contro il virus , ma che ho seguito la tua “vicenda” – sono intimamente cambiata. La concentrazione nella preghiera, diversa; la recita del s. Rosario alle 18 da Lourdes o quelli serali proposti da altri santuari; la partecipazione alla S. Messa delle 19 in tv, partecipata e percepita come la bella chiusura della giornata apparentemente uguale alle precedenti ma con sempre qualcosa in più tratto dall’ascolto della Parola.

Ho pregato per te, per la tua guarigione, perché la forza per lottare non ti abbandonasse, perché Colui che pensa ai gigli del campo non si dimenticasse di un Suo figlio…Ora, leggendo la tua intervista, con un po’ di presunzione, penso di essere stata ascoltata… In questo periodo la Liturgia delle Ore (che leggi anche tu) ci propone il Libro di Giobbe: «Ho parlato una volta, ma non replicherò; ho parlato due volte ma non continuerò. Mi metto la mano sulla bocca. Sì, non poniamoci domande, O uomo, chi sei tu per disputare con Dio». (Gb 38) Ringraziamo, ringraziamo soltanto!

Rosa Mazzarello

Carissima Rosa,

ti ringrazio per la tua lettera, così sovrabbondante di fede nel Signore. E ti dico grazie due volte, perché mi permetti di dimostrare tutta la mia riconoscenza a coloro che durante il mio mese di ospedale mi sono stati vicini. Con la preghiera, quasi esclusivamente (ero in isolamento, e dunque…) e con la vicinanza, soprattutto alla mia famiglia. Della tua lettera mi ha colpito questo passaggio: «Leggendo la tua intervista, con un po’ di presunzione, penso di essere stata ascoltata…». Sì, è proprio così: il Signore ti (e vi) ha ascoltato. Grazie!

Andrea Antonuccio

Per le vostre domande e curiosità mandateci una mail scrivendo a direttore@lavocealessandrina.it

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