Home / Prima pagina / Granello di senape / Da Nazaret può venire qualcosa di buono?
Clicca e abbonati

Da Nazaret può venire qualcosa di buono?

Il #granellodisenape di Enzo Governale

«Nel cambio epocale che stiamo vivendo, in un tempo che ci obbliga alla distanza sociale a causa della pandemia, la comunicazione può rendere possibile la vicinanza necessaria per riconoscere ciò che è essenziale e comprendere davvero il senso delle cose». Sembra essere questo il nodo centrale del messaggio per la 55a Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali di quest’anno, dal titolo: “Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone come e dove sono”.

La fa semplice, Francesco. Ogni volta che ci parla, sembra tutto così facile! Questo “effetto Francesco” è l’essenza stessa del messaggio: linguaggio, contenuto e strumento sono in armonia e in grado di raggiungere cristiani e non, ovunque siano e in qualunque momento della vita si trovino. Però, caro Francesco, avrei qualche domanda. Inizierei da qui: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Ovvero: «Quelli della comunicazione sono tutti finti e lo fanno per un tornaconto personale o economico». Il pregiudizio nei confronti di chi comunica (anche per colpa nostra) è lo sguardo con cui le persone guardano e giudicano il nostro lavoro. Un passo falso di un collega equivale a quattro passi indietro della categoria.

Secondo punto: la nostra risposta dovrebbe essere: «Vieni e vedi». Ma come possiamo convincere le persone a muoversi? E poi, a vedere cosa? Sono le domande che ogni comunicatore si pone ogni volta che si trova davanti a un nuovo progetto comunicativo. Esistono tecniche, strumenti, programmazioni ma solo una soluzione è veramente efficace: fare il primo passo, farsi vicini. Ciò che rende efficace la comunicazione è proprio comunicare sé stessi, così da poter formulare un invito interessante. Come sappiamo bene, l’annuncio cristiano prima che di parole, è fatto di sguardi, testimonianze, esperienze, incontri, vicinanza, anche a distanza. Dobbiamo “resistere” e continuare a raccontare storie, rimanere empatici, anche se online. Saranno le nostre storie a creare relazioni e dare fiducia alle persone, a fare in modo che possano “venire e vedere”.

Entriamo nel terzo punto: «Comunicare incontrando le persone, come e dove sono». Non solo è importante fare il primo passo per avvicinarsi, ma occorre anche sapere “dove” e in quale momento della loro vita sono, quali sono i loro amori, le loro passioni, le sofferenze e i bisogni. Non ci sono studi sociologici che tengono, la soluzione è di nuovo farsi “vicini” perché «nei momenti in cui si radunano gruppi sociali numerosi, le persone vengono dominate dalla mentalità della folle». A dirlo è stato Gustave Le Bon nel volume “La psicologia delle folle”, era il 1895 e la società si stava già lentamente trasformando in quella di oggi: masse e non più nuclei. Social network e messaggistica immediata sono strumenti potentissimi che possono “dominare” il pensiero, ma anche un luogo da abitare per costruire relazioni di fiducia.

«È sempre molto dannosa quella distrazione del cuore che porta ad avere il cuore in un posto e il dovere in un altro». Lo diceva San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, ed è lo spunto principale di questo messaggio che ci chiede empatia, delicatezza e onestà intellettuale. Sembra difficile, ma oggi sappiamo che da Nazaret qualcosa di buono è arrivato.

La notizia – La tempesta (im)perfetta

Il numero di venerdì 15 gennaio di “Il Piccolo” ha scatenato le reazioni dei lettori, sui social e non solo. Sul banco degli imputati, la prima pagina del bisettimanale con la notizia dell’esito dell’autopsia (“Tracce di stupefacenti nei cadaveri dei tre vigili del fuoco”) sui corpi dei Vigili del Fuoco Marco Triches, Matteo Gastaldo e Antonino Candido, morti tragicamente a Quargnento nel novembre 2019.

Il popolo del web ha chiesto a gran voce le dimissioni del direttore, Alberto Marello, autore del contestato editoriale “Se gli eroi perdono il loro mantello”. Domenica 17, con una lettera pubblicata sul sito del giornale, Marello ha rimesso il suo mandato nelle mani dell’editore. Martedì 19 “Il Piccolo” è uscito con una prima pagina senza articoli e foto, per dare spazio al comunicato nel quale la proprietà ha preso le distanze dalle scelte editoriali del direttore, insieme con le repliche di Elisa, compagna di Gastaldo, e di Clarissa, moglie di Triches.
Il nuovo direttore “ad interim” del bisettimanale alessandrino è Marcello Feola.

Rileggi gli altri articoli de “Il Granello di senape”:

Check Also

Il ventunesimo è il secolo nel quale dirsi cristiani non è mai stato così pericoloso

Alessandro Monteduro, direttore della sezione italiana di Acs Monteduro, dal rapporto di Acs, 416 milioni …

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: