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Vita buona, buone canzoni

“Il punto di vista” di Adriana Verardi Savorelli

Difficilmente io seguo i festival della canzone italiana da Sanremo, dall’inizio fino alla fine, ma qualche volta mi lascio coinvolgere da ritornelli facili da ricordare e da cantare. Venerdì sera 16 aprile, su Raiuno, nella trasmissione “I soliti ignoti” condotta da Amadeus, sono presenti i cantanti Colapesce e Dimartino (nella foto) come partecipanti al gioco per vincere una somma da destinare alla Fondazione italiana per l’autismo. Ascolto con piacere quando cantano.

Già il titolo della canzone sorprende: “Musica leggerissima” e poi le parole… Il giorno dopo, sabato mattina 17 aprile, a Radio Voce Spazio, nella trasmissione “Il tutto per tutto” Aurora, la brava ed esperta conduttrice, a un certo punto inserisce la canzone che a lei piace tanto, anche a me e sicuramente ad altri. Riascoltarla un’altra volta e a breve distanza mi entusiasma. «… Metti un po’ di musica leggera, perché ho voglia di niente, anzi leggerissima, parole senza mistero, allegre ma non troppo, metti un po’ di musica leggera nel silenzio assordante per non cadere dentro al buco nero che sta ad un passo da noi…».

Una canzone può generare riflessioni. Pare sia un invito ad abbandonare la fatica del vivere quotidiano, le preoccupazioni, i grigi pensieri per entrare in un’atmosfera diversa dove una musica rilassante diventa la protagonista d’eccezione. Non c’è nient’altro intorno e non c’è il rischio di cadere là dove non si vuole, quel buco nero pieno d’incognite, così vicino e tanto temuto. La musica leggerissima ha, quindi, il potere di cancellare tutto quanto è negatività e si può ascoltare dovunque.

Credo che sarà il dolce “tormentone” della prossima estate, anzi lo è già. In questo momento penso ad un’altra canzone che mi piace particolarmente, interpretata dalla brava Fiorella Mannoia e presentata al festival di Sanremo nel 2017, “Che sia benedetta!”: «…Che sia benedetta per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta, per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta, siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta, che sia benedetta…».

Verissimo! L’autrice del testo ha colto l’essenziale della vita che, nonostante tutte le avversità che l’accompagnano, è sempre la nostra vita. Non va sciupata, buttata via, resa inutile! Gli sbagli passati e presenti sono occasioni per imparare a ricreare e amare la vita. Nel buio c’è la luce e chi cerca trova. In queste canzoni io trovo bellezza e inquietudine, passione e sofferenza, speranza in una vita migliore. Una “vita buona”!

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