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Olimpiadi, regna il caos: il virus preoccupa ancora

I medici giapponesi: «Annullate l’evento»

Mancano meno di 10 settimane all’inizio delle Paralimpiadi e Olimpiadi di Tokyo 2021. Ma a regnare, ancora una volta, è il caos. Dal Paese nipponico arrivano notizie discordanti, e che fanno preoccupare, per un possibile (ennesimo) rinvio dei Giochi.

Da una parte della “barricata” c’è il Comitato olimpico internazionale (Cio), che continua a ribadire il regolare svolgimento, in totale sicurezza, dell’evento. Proprio mercoledì 19 maggio, il presidente Thomas Bach, parlando in diretta alla sessione di apertura della Commissione di coordinamento dei Giochi, ha dichiarato: «Almeno il 75% dei residenti nel Villaggio Olimpico sarà vaccinato. E abbiamo buone ragioni per credere che questo tasso salirà ben oltre l’80%. Il mondo intero apprezzerà e celebrerà le virtù del Giappone il 23 luglio, durante la cerimonia di apertura». Dello stesso avviso anche Seiko Hashimoto, presidente del Comitato organizzatore, e Yuriko Koike, governatore della regione di Tokyo, così come il presidente della Commissione di coordinamento John Coates.

Dall’altra parte, invece, l’opinione pubblica continua a schierarsi contro lo svolgimento di queste Olimpiadi. Fa sentire la propria voce la Tokyo medical practitioners association, associazione composta da oltre 6.000 medici giapponesi, che in un comunicato esorta il Comitato olimpico nazionale (Joc) ad annullare l’evento, definendolo «impossibile» da realizzare. «Riteniamo che la decisione più giusta sia quella di annullare un evento che ha la possibilità di aumentare il numero di persone contagiate e i decessi. I virus sono diffusi dai movimenti delle persone. Il Giappone avrà una pesante responsabilità se le Olimpiadi e le Paralimpiadi peggioreranno la pandemia, aumentando il numero di chi soffrirà e morirà» si legge nella nota.

Ma non è tutto. Perché, secondo un sondaggio della Kyodo News, un’agenzia di stampa della Capitale, il 59,7% degli intervistati ritiene che la manifestazione debba essere cancellata definitivamente, e il 25% invece è contrario a qualsiasi presenza degli spettatori. Dall’inizio della pandemia il Giappone ha segnalato 694 mila casi di Covid, con 11.803 morti accertate. Ma a preoccupare, e deludere, i giapponesi è soprattutto l’andamento della campagna vaccinale che ha riguardato appena il 3% della popolazione (per un totale 126 milioni di abitanti), ben al di sotto della media del 9% a livello mondiale, secondo l’Università di Oxford. Anche per questo, attualmente, a Tokyo e in altre nove prefetture dell’arcipelago è in vigore uno stato di emergenza che durerà fino al 31 maggio.

A questi numeri si aggiunge anche la petizione online che ha raccolto oltre 350 mila firme. Questa istanza, redatta dall’avvocato Kenji Utsunomiya, è stata presentata agli organizzatori dei Giochi. In attesa di risposta. Così come gli atleti che restano alla finestra in attesa di novità. Proprio su questo, negli ultimi giorni, è intervenuto il tennista Roger Federer, in un’intervista alla televisione svizzera Leman: «Onestamente non so cosa pensare. Gli atleti oggi hanno bisogno di una decisione certa». La stessa decisione certa che attendono tutti, al più presto. Affinché non regni ancora il caos.

Alessandro Venticinque

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