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Europei e Olimpiadi sul filo del Covid

Competizioni estivi con o senza tifosi?

Europei e Olimpiadi sul filo del Covid. Gli organizzatori e le varie delegazioni si muovono a tentoni, mantenendo una scrupolosa discrezione. Le due competizioni estive, in programma nel 2020 e rinviate causa pandemia, si disputeranno. Questa è l’unica certezza. Ma gli interrogativi sono ancora tanti: uno su tutti la presenza del pubblico allo stadio.

Europei di calcio 2021

Proprio su questo tema, martedì 6 aprile, la Federcalcio ha ricevuto l’ok da parte del Governo italiano per la presenza dei tifosi allo stadio Olimpico di Roma nelle gare degli Europei di calcio. Il torneo partirà l’11 giugno (proprio con il match tra Italia e Turchia) e terminerà l’11 luglio, con partite suddivise in 12 distinte città europee.

Anche per le altre federazioni regna l’indecisione: alcune non hanno ancora scelto, come per esempio la Germania, che fatica a trovare un’intesa; altre hanno ritirato la propria candidatura, come l’Irlanda, che ha ceduto le “sue” quattro gare all’Inghilterra.

«Per quanto riguarda l’Olimpico si parla di 15 mila spettatori. Credo sia un segnale importante, di fiducia, non solo per il calcio e lo sport ma per l’intero paese. C’è un paese che deve ripartire» commenta il sottosegretario di Stato alla Salute, Andrea Costa. Ma adesso la palla passerà al Cts per «chiarire i protocolli che consentano di svolgere in sicurezza gli eventi», il tutto valutato «sulla base del quadro epidemiologico e dell’andamento delle vaccinazioni» si legge nella nota da Palazzo Chigi.

Olimpiadi di Tokyo 2021

Decisamente diversa la situazione per i Giochi Olimpici di Tokyo 2021 (in programma dal 23 luglio all’8 agosto). Una decisione, a metà marzo, è già stata presa: nessun turista straniero potrà recarsi in Giappone durante lo svolgimento delle Olimpiadi. I biglietti che erano già stati venduti all’estero, e si tratta di circa 900.000 tagliandi, saranno rimborsati. Questo, garantisce il Comitato olimpico, per avere «Giochi sicuri per tutti».

Ma non è di questo avviso la Corea del Nord che ha deciso di rinunciare alla kermesse nipponica «per proteggere gli atleti dalla crisi sanitaria globale causata dal Covid-19», come riporta il Ministero dello Sport di Pyongyang. Saltano, così, le speranze della Corea del Sud di utilizzare le Olimpiadi per una ripresa al dialogo durante le settimane olimpiche tra coreani del Nord e Stati Uniti. Ma questi, più che Giochi Olimpici, parrebbero giochi politici. Ben lontani da cerimonie, atleti e medaglie, sotto la bandiera a cinque cerchi.

Alessandro Venticinque

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