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Quando Voce era “La Libertà”

“100 anni fa” di Carlo Re

1922, proprio 100 anni fa, chissà quali vicissitudini hanno affrontato i nostri concittadini in quello scorcio del secolo scorso ma, grazie alla disponibilità di Andrea Antonuccio, attuale direttore di La Voce Alessandrina, posso consultarne l’archivio e riportare i particolari salienti per suscitare l’interesse dei lettori odierni.

In quell’anno il settimanale diocesano si chiamava La Libertà: una aspirazione o una attuazione da verificare; gerente responsabile era il signor Giovanni Pipino che ne curava la stampa nella tipografia La Popolare, situata presso l’Istituto Sordomuti in piazza Santa Maria di Castello; la Direzione e Amministrazione era in via Faà di Bruno 6, probabilmente presso la “Casa Madre” della Michel, punto di riferimento dell’avvocato Carlo Torriani (del quale è opportuno ricordare che fece parte del gruppo di personalità che con don Luigi Sturzo fondò il Partito Popolare Italiano), il quale del nostro settimanale curava certamente gli aspetti politico-religiosi: era costituito da sole 4 pagine, l’ultima riservata alle inserzioni pubblicitarie; costava 20 centesimi la copia e 12 lire l’abbonamento annuo; è uscito con 52 numeri e, di settimana in settimana le leggerò per raccontarvi le notizie più importanti e curiose contenute in quei fogli ingialliti, nella speranza di farvi apparire sulle labbra almeno un sorriso di compiacimento.

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