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Giovanni Inverardi

“Alessandria racconta” di Mauro Remotti

Giovanni Inverardi nacque nel piccolo borgo di Montecastello, a pochi chilometri da Alessandria, il 4 febbraio 1854 da Giuseppe e Beatrice Rivera. Dopo aver completato gli studi liceali, si iscrisse inizialmente al corso di laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Pavia, per poi trasferirsi e laurearsi brillantemente a Torino. Diventò quindi allievo di Domenico Tibone, considerato il vero fondatore della Clinica Ostetrica moderna.

Durante gli anni torinesi, ebbe modo di approfondire alcune tecniche, quali il parto podalico e la manovra del rivolgimento del bambino (un intervento molto praticato all’epoca). Introdusse l’utilizzo di un nuovo modello di forcipe traente nell’asse, progettato in modo da sfruttare i pregi dei forcipi di Stéphane Tarniere di James Young Simpson. Nel 1886 fu nominato professore ordinario di clinica ostetrica presso l’Università di Messina. In seguito, si spostò a Padova, dove riuscì nell’impresa di far trasferire la Clinica Ginecologica Ostetrica nella ex Villa del Canonico Giustiniani (sede che resterà attiva sino agli anni Cinquanta del secolo scorso), riorganizzandone completamente struttura e servizi.

Curò, in particolare, il carattere chirurgico della disciplina, fissandone le regole asettiche volte a prevenire l’infezione puerperale che purtroppo imperversava in molti ospedali italiani, al riguardo, proprio nel medesimo periodo, il Governo Crispi istituzionalizzò la professione della “levatrice”, con l’obbligo di registrare le nascite, gli aborti, le malattie infettive e di chiamare il medico in caso di eventi irregolari. Inverardi proseguì i suoi studi sul meccanismo del parto nelle presentazioni cefaliche e podaliche, partecipando con i professori Edoardo Porro, Alessandro Cuzzi e Luigi Mangiagalli alla rapida evoluzione della disciplina ginecologica di fine Ottocento.

Nominato preside della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Padova, fu membro di numerose accademie e società scientifiche, quali la Società ostetrica di Lipsia e la Società italiana di ostetricia e ginecologia. Venne altresì insignito dell’onorificenza di cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro ed entrò a far parte del comitato di direzione della Rivista di ostetricia e ginecologia. Giovanni Inverardi, colpito da polmonite, morì prematuramente a Padova il 28 aprile 1899.

Per onorarne la memoria, l’Ateneo patavino creò una fondazione che conferiva un premio quadriennale a favore di giovani laureati in medicina e chirurgia che avessero dimostrato speciali attitudini per gli studi di ostetricia e ginecologia. La città Alessandria gli ha intitolato una via al quartiere Cristo che collega corso Carlo Marx a via Casalbagliano.

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