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Lo splendore di San Michele

Solero

Domenica 25 settembre sono state presentate le opere di restauro dell’antico Oratorio dedicato a San Michele Arcangelo con la partecipazione di un folto pubblico, alla presenza del Vescovo, monsignor Guido Gallese che ha concluso l’evento con la benedizione dell’opera e presiedendo l’Eucaristia. Questa piccola chiesa era stata fondata nel 1620 su iniziativa della famiglia Villavecchia su un terreno di sua proprietà, ma con accesso alla popolazione del borgo, in sostituzione della precedente e antichissima chiesa sempre con la stessa intitolazione, poco più distante e ormai diroccata.

Gli interventi, preceduti da una breve relazione storica di un antico borghigiano, sono stati illustrati dallo Studio Martella che ha curato il restauro della pala, dall’architetto Bagliani che ha diretto i lavori sulla struttura, seguiti dai messaggi inviati dalle Istituzioni che hanno concorso al finanziamento e dai saluti del Sindaco Gianni Ercole, del professor Orsini e di monsignor Vescovo.
Per quasi due secoli i prevosti, quasi sempre Villavecchia, vi celebrarono messe e funzioni varie, specialmente nei giorni feriali e nei periodi invernali più rigidi, poiché risiedevano in abitazioni private non disponendo di una casa canonica prossima alla chiesa parrocchiale di San Perpetuo.

Nel 1804 la stessa famiglia promosse e finanziò importanti lavori di manutenzione, in occasione dei quali l’antica pala d’altare con l’effigie dell’Arcangelo fu arricchita di un’imponente ancona dorata cinquecentesca dismessa e donata dalla Collegiata, che precedentemente incorniciava il suo titolare San Perpetuo. La cappella a lui dedicata era stata trasformata poiché nel 1810 le sue spoglie mortali erano state traslate sotto l’altare maggiore e il Santo Vescovo di Tours fu raffigurato su una tela più grande e adatta alla monumentale cornice marmorea di recente acquisto che sovrasta il coro ligneo.

L’Oratorio fu affidato ad una Confraternita che ne ebbe cura sino a metà del secolo scorso; nel 1909 eresse un nuovo campanile e nel 1932 commissionò allo scultore genovese Gellio Repetto un simulacro in legno, ispirato al dipinto di Guido Reni, con San Michele che schiaccia il demonio raffigurato con sembianze umane dal ghigno satanico. Il simulacro, quasi a grandezza umana, è posto in una nicchia ricavata nella parete destra. In tempi recenti sono stati eseguiti interventi , anche importanti, di manutenzione ordinaria sulla struttura.

Dopo la Santa Messa, monsignor Vescovo ha scoperto una targa che ricorda l’evento e dato l’avvio ai festeggiamenti sulla piazzetta antistante. I lavori di restauro sulla struttura e sulla pala d’altare sono stati finanziati con il contributo dell’8xmille della Chiesa Cattolica, delle Fondazioni citate sulla targa ricordo e di molte devote persone, grazie alla incessante opera di coinvolgimento da parte del parroco don Mario Bianchi che mantiene vivo l’interesse per le opere storiche, artistiche e devozionali di Solero.

Gian Piero Pagano

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