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In cammino con San Bruno da Solero/2

Testimoni della fede

Breve compendio a puntate sulla vita e opere di San Bruno tratto dalla pubblicazione divulgativa curata da Gian Piero Pagano che sarà presentata a Solero il 7 luglio 2023.

Bruno era stato inviato a Bologna presso la prestigiosa Scuola di Grammatica e Retorica, che dopo pochi anni sarebbe stata costituita in Università, alla quale di norma attendevano i chierici dotati di un beneficio ecclesiastico. Al termine del Trivio e del Quadrivio conseguì il titolo di Dottore. Congedatosi da Bologna, molto probabilmente rientrò ad Asti dove a richiesta del clero locale espose il Salterio nella versione Gallicana al vescovo Ingone.

Secondo alcuni storici Bruno fu cooptato come canonico nel Capitolo della cattedrale astigiana, “Astensis Episcopii Canonicus extitit” così riporta il Chronicon Casinense. A prova di ciò sarebbe testimone il culto per San Bruno che si manifestò soprattutto dalla seconda metà del XVII secolo. Molte sono le immagini che lo ritraggono in abiti di canonico; sulla parete di sinistra del duomo, un affresco rappresenta Bruno con la scritta: BRUNO EP.US SIGNEN. OLIM CANONICUS HUIUS CATHEDRALIS OBIIT ANNO MCXXII.
Bruno si staccò dalla sua zona d’origine, spinto dal desiderio di proseguire gli studi sulle Sacre Scritture presso il monastero di Montecassino, ma forse anche dalle divergenze con la chiesa locale, filo imperiale e in contrasto con il papa Gregorio VII.
Giunto a Siena intorno al 1073 si ammalò e fu accolto dal clero locale che ne scoprì subito l’erudizione e la preparazione teologica e al quale egli espose il Cantico dei Cantici. Il vescovo Rodolfo lo trattenne e lo nominò canonico della cattedrale senese, con l’incarico di insegnare teologia nel seminario diocesano. Il periodo di permanenza a Siena, durante il quale si presume sia stato ordinato sacerdote, si protrasse sino alla fine del 1078, quando ebbe il permesso dal vescovo di raggiungere Roma, tappa intermedia verso Montecassino, con l’incarico di una missione presso il papa, al seguito del cardinale Pietro Igneo.

G. P.

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