Care lettrici,
cari lettori,
apriamo questo numero con l’intervista di Alessandro Venticinque a don Mauro Mergola, responsabile della pastorale giovanile diocesana. Con lui approfondiamo il tema della Giornata mondiale della gioventù che si terrà nel 2027 in Corea del Sud. Sono 26 i partecipanti che partono dalla nostra diocesi (e altri potrebbero aggiungersi da qui a gennaio). La Gmg è un appuntamento grandioso, in cui la presenza reale di Cristo è percepita in maniera netta e inequivocabile: nello stare insieme, nel pregare, nel vivere un’esperienza unica di fede e di Chiesa. E, soprattutto, nell’incontro con il Santo Padre. Quest’anno toccherà a Leone XIV, dopo l’ultima Gmg del 2023 a Lisbona con papa Francesco.
L’attuale Pontefice ha un feeling molto profondo con i giovani: ce ne siamo accorti quest’estate, ad agosto, quando ha partecipato al Meeting di Rimini. «Cari giovani, siete tanti qui, parecchi come volontari. Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, “l’amor che move il sole e l’altre stelle” (il titolo del Meeting, ndr) sospinge ancora alla speranza. L’ho avvertito intensamente fra i vostri coetanei in Libano, in Africa e in Spagna. L’amore muove, urge, risveglia dal torpore, suscita nuove vocazioni e chiama a rischiare. Mettetevi in gioco! Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta. Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell’intera realtà». I giovani come segno che il futuro è una promessa, non una minaccia… Ecco, vorrei proprio vedere questo nella mia vita: una promessa, cioè una speranza, nel futuro. Certo, non sono più giovane “fuori”, ahimè, ma mi sento giovane “dentro”. Anch’io desidero vivere con una promessa: di felicità, di pienezza, di amore e di bellezza. Se la fede non promette (e mantiene) queste cose, non serve a nulla. Non si va in Paradiso da infelici, anche se devoti e pii… solo la felicità attrae e converte. La fede non può non generare donne e uomini rinnovati, che stanno nel mondo con una marcia in più (non con una marcia in meno, come pensano quasi tutti). «Mi raccomando: sobrietà» mi disse un sacerdote qualche anno fa… ma neanche per sogno! Chiediamo ai nostri pastori di farci vivere la meraviglia della fede, la grandezza dell’incontro con Gesù. Non la rinuncia a essere felici.
Andrea Antonuccio – direttore@lavocealessandrina.it
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
