Home / Rubriche / Alessandria Racconta / Dalla penna di Erminia Sempio Rossi

Dalla penna di Erminia Sempio Rossi

“Alessandria racconta” di Mauro Remotti

Anche nell’estate 2022, tra i libri più venduti al mondo non mancano i romanzi d’amore. In Italia vengono chiamati “romanzi rosa” probabilmente per via della copertina color cipria della collana “La Biblioteca delle Signorine”, ristampata dall’editore Salani negli anni Trenta del secolo scorso. Nel saggio “Breve storia della letteratura rosa”, Patrizia Violi mette in evidenza che: «Il segreto del successo del rosa sta nel patto implicito fra autore e lettore: le aspettative non vengono mai tradite perché la narrativa sentimentale è incentrata sul medesimo inossidabile modello. Le storie, nonostante scenari, ambientazioni e tipologie differenti, confluiscono sempre nella stessa narrazione. Quella di un amore che sorge all’improvviso ma stenta a realizzarsi in una vita di coppia, perché ostacoli di ogni genere si frappongono fra i due innamorati. Poi fra colpi di scena ed escamotage letterari si arriverà al lieto fine, garantito».

Al genere rosa appartengono anche le opere della scrittrice Erminia Sempio Rossi, nata ad Alessandria nel 1888. All’interno della “Piccola biografia di donne illustre alessandrine”, Cristoforo Mantelli, avvocato e membro della Regia Deputazione di Storia Patria, le dedica un ritratto: «Cristiana integralista, desiderosa di vedere sempre più attuati i principi del cattolicesimo nella società, dà ai suoi romanzi – dedicati soprattutto alle giovani donne – una struttura obbligata e ripetitiva, simile a quella delle fiabe, dove si muovono caste eroine dalla celestiale perfezione e anime assolutamente perdute vittime sacrificali e volontà perverse, attese dal giusto premio della felicità, dalla punizione della morte o dalla riabilitazione sociale (leggasi anche salvezza divina) ottenuta per mezzo di un percorso di sofferenza ed espiazione».

Scrittrice prolifica, pubblica i suoi romanzi presso le Edizioni Paoline. Il libro “Viole d’Inverno” (1951) viene così recensito da “La Civiltà Cattolica” del 5 luglio 1952: «Atti di bontà e d’incoraggiamento riportano la speranza in un cuore disperato e fanno fiorire casti idilli su d’un vecchio rudere umano. È un romanzo ricco d’insegnamenti buoni ed elevati e scritto anche bene».

Erminia Sempio Rossi cura, altresì, una rubrica su Famiglia Cristiana in cui fornisce consigli alle donne per affrontare con serenità i problemi della vita coniugale. Attiva nel sociale, è stata una delle socie fondatrici del Soroptimist Alessandria, organizzazione mondiale di donne impegnate negli affari e nelle professioni. La narratrice alessandrina scompare nel 1968.

Leggi altri articoli di “Alessandria racconta”:

Check Also

La Giornata mondiale della Gentilezza

“Il punto di vista” La giornata è passata, ma resta il messaggio sempre attuale. Con …

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: