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L’economia tra visioni sociali e antropologiche

“La recensione” di Fabrizio Casazza

Le sanzioni imposte da numerosi Stati alla Federazione Russa a seguito dell’invasione dell’Ucraina hanno messo in evidenza l’importanza di riflettere sui modelli economici e sulle visioni antropologiche e sociali che essi sottendono. In altre parole s’impone una valutazione circa l’idea di persona e di società che le scelte in materia economica presuppongono, esprimono e incrementano. Due saggi aiutano in tale percorso.

In Come l’acqua e il sangue (Carocci, pp 334, euro 29) Giacomo Todeschini indaga, come recita il sottotitolo, sulle origini medievali del pensiero economico, ravvisandole innanzi tutto nel linguaggio utilizzato in certo modo ancora oggi in riferimento a una concezione dell’economia e della società intese come corpo. Così si parla di circolazione del denaro come di quella del sangue mentre i flussi di denaro richiamano quelli della respirazione e degli umori: l’immaginario teologico fa insomma funzionare quello economico con una fusione linguistica che prelude a quella concettuale, anche al di là dell’intenzionalità degli autori.

L’etica economica dei diritti (Rubbettino, pp 391, euro 30) nasce dalle lezioni tenute da Paolo Del Debbio presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione Iuml di Milano. Dopo aver definito sia l’etica sia l’economia il libro compie una rassegna storica del rapporto tra queste due discipline, portando poi l’attenzione al tema dei diritti, che viene declinato in chiave economica e sociale per elaborare un modello economico fondato sul rispetto della persona e dei suoi diritti, tenendo la giustizia come principio ordinatore di questi. Il volume si caratterizza per un profilo di attenzione alla concretezza: «Il ragionamento etico non può limitarsi a una generica affermazione di “cosa” fare, ma deve occuparsi anche di “come” farlo e stabilire “se” può essere fatto. Solo in questo modo le prescrizioni etiche non risulteranno astratte ma adeguate, proporzionate, congrue all’economia stessa» (p. 39).

Insomma, leggendo questi due volumi si capisce che l’economia è strettamente intrecciata con la concezione sociale e antropologica: ecco perché l’etica è una dimensione imprescindibile del discorso economico.

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