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Il deserto

“La testa e la pancia” di Silvio Bolloli

Assistere alla partita pareggiata dai Grigi in casa con la Vis Pesaro è stato uno spettacolo piuttosto sconfortante quasi in tutto ma, forse per fortuna, ma non del tutto. Contravvenendo alla regola consuetudinaria che vuole dar priorità alle cattive notizie, l’Alessandria, sia pure in inferiorità numerica, stava battendo un avversaria tutt’altro che scontata ma ha finito per pareggiare più per l’ingenuità e la mancanza di personalità dei suoi giocatori che non per via di un gioco che, con tutti i suoi limiti (non è una contraddizione in termini), mi sembra aver positivamente risentito dell’arrivo del nuovo mister, se non altro dal punto di vista della volontà.

Per il resto, vedere a malapena settecento spettatori tra gli spalti del vecchio Moccagatta (una penuria che forse neppure ai tempi dell’eccellenza…) ed assistere ad uno spettacolo che qualche volta ha fatto veramente venire il latte alle ginocchia, con due punti buttati che ci si augura di non dover scontare al termine della stagione, non è stato bello ed ha reso ancor più pungente il freddo circostante trasmettendo tutta l’idea dell’inverno che sta vivendo la gloriosa maglia grigia: oggi, più che mai, di nome e di fatto.

Ma oltre a ciò, c’è stato qualcosa di perfino più sconfortante: alludo agli ennesimi cori di insulto di una Nord sempre più sparuta all’indirizzo del Presidente, ovviamente conditi dei consueti attacchi alla Lega strumentali solo a far pagare qualche migliaio di euro in più al Patron mentre tutta la parte centrale di quella che un tempo era la tribuna vip permaneva desolatamente vuota. Siamo sempre meno e, mentre Di Masi paga quel che deve ma seguita a non farsi vedere, i pochi che restano (non tutti) insultano.

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