Difendi i tuoi figli: intervista al nostro Vescovo al termine dell’Ottavario per la Madonna della Salve

«Alla Madonna ho chiesto di impedire che sia Satana a regnare sulla nostra Chiesa»

Eccellenza, si è concluso l’Ottavario della Madonna della Salve. La processione è stata all’inizio, come era in origine.

«L’anno scorso abbiamo celebrato l’Anno giubilare, dando un risalto particolare, mentre quest’anno abbiamo fatto una festa più “normale”. Stiamo provando a capire come organizzarla, perché abbiamo delle cose da decidere: la festa della Madonna della Salve, che dovrebbe cadere il giorno in cui l’immagine della statua della Madonna ha avuto una sudorazione miracolosa (il 24 aprile del 1489), in realtà non è festeggiata, e per due motivi. Primo, perché la festa è “mobile”: infatti essa cade non nella data del 24 aprile ma il sabato della seconda settimana del Tempo di Pasqua. Secondo, perché comunque quella che dovrebbe essere la festa principale è per noi il momento in cui “tiriamo giù” la Madonna. Adesso la Santa Sede ci sta chiedendo di avere una data fissa, e dunque stiamo valutando come fare. Vedremo…».

Com’è andata quest’anno?

«Bene, abbiamo avuto una grandissima partecipazione di persone. La processione è stata bella e molto partecipata. Recitare il Rosario durante la processione è la cosa migliore, perché aiuta molto di più a partecipare e a vivere bene il gesto».

La processione, secondo lei, va bene così?

«Devo dire che la processione notturna, come quella che abbiamo fatto l’anno scorso, è molto più suggestiva. Però, chiaramente, di notte tagliamo fuori molta gente, a cominciare dai malati e dagli anziani. Anche se, quando abbiamo fatto il Giubileo, questa novità ha attirato molte persone».

Nel 2025 c’è stata la Peregrinatio Mariae che, in qualche modo, avrebbe dovuto diffondere la devozione alla Salve: secondo lei è servita?

«Secondo me sì, alla gente è piaciuta moltissimo. Pare che abbia lasciato un segno, alcuni hanno proposto di continuare a farla. Ci penseremo».

Lei, davanti alla Salve, che cosa ha chiesto?

«Difendi i tuoi figli».

E cosa vuol dire?

«La Salve si trova con il figlio crocifisso, ed è lì a vivere questo dolore immane di una mamma che vede il proprio figliolo Gesù conciato malissimo, allo stremo delle forze, su una croce, che sta morendo per tortura. E prova questa terribile impotenza… Tuttavia si unisce a Lui, perché rimane in sintonia con l’atto di Gesù, almeno spiritualmente. La nostra Madonna partorisce nel dolore i figli, perché in fondo è una madre della Chiesa. Madonna dello spasmo, che partorisce i figli. Perciò, alla Madonna ho chiesto: “Difendi i tuoi figli”. Perché è solo riacquistando il senso profondo che Cristo dà anche alle sofferenze, alle torture, alle cose negative, che si recupera la nostra dignità di uomini, il nostro senso profondo. Il nostro essere uomini. Il diavolo vuole strapazzarci e farci male, e la Madonna ha il compito, come Madre della Chiesa, di difendere la sua Chiesa e i suoi figli dalla vittoria del maligno».

“Difendi i tuoi figli”: lo ha chiesto anche per sé, Eccellenza?

«Per tutti. Per me e per tante persone che soffrono a motivo della Chiesa, o che soffrono a motivo del diavolo, o perché perseguitate… sono tante le persone che soffrono. Ecco, come Chiesa dobbiamo fare in modo che non ci sia chi soffre a causa nostra. Ed è un’impresa».

Anche ad Alessandria c’è chi patisce per la Chiesa?

«Ad Alessandria, certo, ma direi dappertutto, in tutto il mondo. Ogni volta che noi cristiani manchiamo nell’amore, dall’altra parte c’è una sofferenza a motivo della Chiesa. Di fronte a ogni diritto c’è un dovere. Tu hai dei diritti che, in qualche modo, contemplano anche dei doveri. Così a me sembra che nella Chiesa, di fronte a ogni nostra mancanza d’amore corrisponda una sofferenza, una persona calpestata».

Quindi non è solo il male che possiamo fare, ma è il bene che non facciamo a fare la differenza.

«È così. Il bene che non facciamo priva il mondo di un’oasi di benessere. Perché laddove c’è il bene, allora c’è il “benessere” di quelli che godono di quel bene. Un benessere spirituale, sia chiaro: noi siamo fissati col benessere economico, anche se Gesù ha detto: “Non potete servire Dio e Mammona”. Noi invece serviamo Dio e Mammona, perché ci piace tenere i piedi in due scarpe. È il peccato originale, la grande tentazione dell’uomo… Invece, la grandezza di un essere umano è il dono di sé. “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. È una scelta di campo secca, pagata con la vita».

Dare la vita non vuol dire solo farsi ammazzare.

«Non vuol dire solo farsi ammazzare, ma vuol dire che tu veramente dai tutta la tua vita. E non c’è nulla che possa impedirlo».

Nella nostra epoca questo è un concetto molto difficile da digerire e comprendere.

«È il contrario esatto di quello che viviamo nella nostra epoca, che ci spinge ad accaparrarci beni per goderne egoisticamente. Amare, invece, è dare la vita per i propri amici. Non solo i miei beni, ma la mia vita».

Lei ci sta provando, Eccellenza?

«Certo che ci sto provando. È il grande tema della vita cristiana, questo».

La prima volta che la intervistai (non ero ancora direttore di Voce) lei mi disse che Alessandria era una città meravigliosa, dove la gente è cordiale e ci sono delle “eccellenze” fantastiche. Qualche anno dopo, che cosa può dire?

«Una città meravigliosa, dove la gente è cordiale e ci sono delle “eccellenze” fantastiche (sorride). Eccellenze che, come mi accorsi qualche tempo dopo, facevano e fanno fatica a emergere. Ci sono realtà straordinarie che purtroppo non sappiamo valorizzare. Mi pare che il problema più grande di Alessandria sia la fatica ad accettare che ci siano persone che fanno cose. Chi si fa avanti, qui da noi, è mal visto e viene ostacolato».

Ha affidato la nostra città alla Clementissima Patrona. Che cosa ha chiesto alla Madonna della Salve per i suoi preti?

«Dico ancora una volta: “Difendi i miei figli”. Credo che i sacerdoti siano le persone più ostacolate e attaccate dal demonio. Il demonio vuole regnare nella nostra Chiesa. E io alla Madonna ho chiesto di impedire che sia Satana a regnare su di noi. L’abbiamo incoronata Regina perché sia Lei a regnare!».

Andrea Antonuccio

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