La fedeltà che resiste anche quando il vento della motivazione smette di soffiare
Impegno [im·pég·no]
Dal latino in (dentro) e pignus (pegno). Letteralmente significa “mettere in pegno”, dare una garanzia, vincolare la propria parola o se stessi a una promessa o a un compito preciso.
Dare forma a una scelta. Arriviamo a una tappa del cammino dove l’aria fresca della novità inizia a farsi più densa e il sentiero richiede una struttura profonda. Se il micro-obiettivo è il gradino, l’impegno è la forza di gravità che ci tiene incollati a quel gradino finché non abbiamo l’equilibrio per salire al successivo. Spesso confondiamo l’impegno con la testardaggine o peggio con una sorta di condanna al sacrificio (con l’accezione negativa che questo termine ha acquisito nel tempo). Immaginiamo l’uomo impegnato come qualcuno che stringe i denti con sofferenza, ignorando i propri bisogni perché l’obiettivo è la cosa più importante. Ma l’impegno di cui parliamo noi è qualcosa di molto più simile a un seme piantato con cura nella terra. Non deve essere perfetto, deve essere vitale.
L’impegno è ciò che trasforma un desiderio fluttuante in una direzione, un sogno a occhi aperti in una strada percorribile, una lunga attesa in vita vera. È la colla invisibile che tiene insieme i pezzi del nostro cambiamento anche quando l’entusiasmo iniziale (quel primo soffio di aria nuova che ci ha svegliati) sembra essersi placato.
È estremamente facile essere motivati quando splende il sole e i risultati sono immediati. L’impegno, invece, serve quando piove, quando la stanchezza morde e la meta sembra svanire dietro una curva. Non è un atto punitivo ma un atto di profonda coerenza verso se stessi: è la fedeltà al gesto, il coraggio di dichiarare, prima di tutto a noi stessi, che quella scelta ha un valore che va oltre l’umore del momento.
In psicologia sappiamo che la passione e l’intimità sono i motori che accendono i rapporti, ma è l’impegno che permette loro di durare e di mettere radici. Lo stesso principio vale per il rapporto con il nostro cambiamento. Senza impegno, il desiderio rimane un’ipotesi teorica, un “vorrei” che non si sporca mai le mani con la fatica della realtà. Impegnarsi significa accettare che ci saranno cadute, momenti di noia e giorni in cui vorremmo solo tornare indietro. Significa decidere di restare presenti a se stessi anche quando non è facile. Non è una prigione che ci toglie la libertà ma la base solida su cui la nostra libertà può finalmente edificarsi. Solo chi è capace di impegnarsi con la propria visione può smettere di farsi trascinare dalle correnti esterne e iniziare a tracciare la propria rotta, giorno dopo giorno, con la grazia di chi ha deciso di abitare davvero la propria vita.
L’INCONTRO DEL 5 MAGGIO 2025
“Sciogliere, intrecciare, ritrovarsi” è l’incontro che sarà tenuto dal nostro Enzo Governale, insieme con la psicologa Cristina Forcherio, il 5 maggio alle 21.00 nello Studio medico e psicologico “Centro Umanistico” di Alessandria (via Pisacane, 29). L’ingresso è gratuito, ma occorre prenotare. Per informazioni: www.centroumanistico.com.
Le tappe del cammino
Il cambiamento in 21 parole e tutto il tempo che serve: manuale pratico di imperfezione
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
