Tristi e pasciuti tra le braccia di Satana – L’editoriale di Andrea Antonuccio

Care lettrici,

cari lettori,

apriamo Voce con papa Leone che torna in Vaticano dopo l’operazione al polmone destro e a pagina 4 vi raccontiamo anche le sue telefonate a Putin e Zelenzky. Il Santo Padre, benché convalescente, continua a spendersi per arrivare a dei negoziati di pace che metterebbero fine alle inutili sofferenze di una guerra che si combatte (non lontano da noi) ormai da più di quattro anni. Puntando, con estremo realismo, al male minore: Leone XIV ha domandato «una tregua per consentire l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile» come ha spiegato il segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin. In prima pagina ricordiamo don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio (Palermo) ucciso da Cosa nostra nel 1993, la cui memoria liturgica (nonché anniversario del battesimo) cade il 21 ottobre. E nelle pagine 8 e 9 incontreremo la figura del magistrato Rosario Livatino, il “giudice ragazzino” ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 e beatificato nel 2021 per volontà di papa Francesco. Pochi giorni fa, il 7 ottobre, Livatino è stato dichiarato Patrono dei magistrati italiani dal Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. A lui, primo magistrato nella storia della Chiesa a essere riconosciuto come martire, dedichiamo il nostro Paginone, con la sua storia e la sua testimonianza. «Il giudice Livatino si è distinto quale autentico uomo di legge e fedele servitore dello Stato. Nel suo servizio alla collettività è stato capace di contemperare nell’esercizio delle sue funzioni la verità con la carità, la scienza giuridica con l’etica cristiana e l’atto del giudicare con un discernimento illuminato dalla fede e dalla preghiera» ha sottolineato il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Insomma, vi raccontiamo la fede di chi ha testimoniato (e pagato con la vita) che Cristo è veramente tutto ciò di cui abbiamo bisogno: «E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna» (Mt 10,28). Don Pino Puglisi e Rosario Livatino non hanno avuto paura di chi ha ucciso il loro corpo. E noi, di chi abbiamo paura veramente? Di chi ci può togliere la sicurezza, il lavoro, i beni materiali? O di chi ci vuole, tristi e pasciuti, tra le braccia di Satana?

Andrea Antonuccio – direttore@lavocealessandrina.it

 

 

 

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