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Questo piccolo (e microscopico) amore

“Collezionare per credere” di Mara Ferrari

Vi ricordate il film del 1989, “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi”? Ne rievoco la trama per coloro che, come l’amico Antonio Gatti, lo considerano un’istituzione cinematografica che segnò gli albori degli Anni Novanta… Il protagonista è il professor Wayne Szalinski che, per sfogare la sua foga creativa d’inventore, rende difficile la vita della sua famiglia e quella dei suoi vicini di casa, la famiglia Thompson.

Dotato d’innegabile talento e di sfrenata fantasia, costruisce congegni che dovrebbero rimpiazzare i vecchi elettrodomestici, ma spesso funzionano male suscitando confusione e proteste da parte dei famigliari e dei vicini, che si lamentano dei rumorosi esperimenti provenienti dal laboratorio. Un giorno Szalinski si assenta da casa per presentare i suoi progetti a un convegno di scienziati, lasciando i figli a casa da soli, con lavori domestici da svolgere. Tra loro e i figli dei vicini di casa non scorre buon sangue; uno di loro, giocando a baseball, scaglia accidentalmente la palla contro la soffitta-laboratorio di Szalinsky.

Rompendo il vetro, la sassata senza volerlo attiva la segretissima invenzione di Wayne: una macchina in fase sperimentale che, sprigionando raggi magnetici, può ridurre a dimensioni microscopiche qualsiasi oggetto o… persona! I ragazzi si riducono alle dimensioni di un insetto e dispersi inavvertitamente nella pattumiera dallo stesso Szalinski, ancora ignaro dell’accaduto, devono industriarsi per attirare l’attenzione dell’inventore e, quindi, salvarsi! Fili d’erba grossi come tronchi d’albero, api e formiche trasformati in mostri giganteschi, cereali inzuppati nel latte davanti alle fauci del padre che fa colazione, gocce d’acqua che diventano paludi… Il cortile di casa, i genitori e l’abitazione stessa risultano ai quattro lillipuziani il più improbabile e pericoloso dei mondi.

A proposito di mondi, scopriamo alcuni degli oggetti da collezione “più piccoli al mondo”. Si parte con “Zanco Tiny T1”, largo poco più di 2 centimetri e lungo 4, peso 13 grammi: almeno per ora, risulta essere il cellulare funzionante più piccolo. Si prosegue con una minuscola e antica (1727) edizione della Bibbia: 4×3 centimetri racchiudono Antico e Nuovo Testamento. Oltre agli oggetti da microscopio, dalla Bibbia alla moneta, sempre molto in voga si confermano quei testi per bambini con giocattolosa lente d’ingrandimento allegata, il cui scopo è riuscire a individuare oggetti e personaggi nascosti fra caotiche baraonde grafiche in cui si mimetizzano.

Allora, per San Valentino, nella vetrina dell’ottico G.Cuoghi, in via Dante, si trovano da regalare, con “questo piccolo, microscopico amore”, una superba lente d’ingrandimento o un mirabile telescopio nell’auspicio di riveder le stelle, con l’uscita dalla pandemia. A proposito, la “Divina Commedia” più piccola del mondo esiste già, ma questa è un’altra storia…

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