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La correzione (fraterna) che serve

“Il contrappello” di Paolo Massobrio

Nell’articolo uscito martedì su Avvenire ho ricordato Giovanni Battista Maccagno, cugino di secondo grado, che se n’è andato a 98 anni e che era l’esempio di una civiltà contadina ormai al tramonto.

Nella sua azienda agricola a ciclo completo, impostata sul ricevere e dare, esempio virtuoso di quello che oggi sarebbe un modello di economia circolare, coltivava il grano, la vigna e l’orto e allevava mucche e conigli, sempre con la letizia sul volto.

Questo personaggio d’altri tempi mi ha fatto riflettere, soprattutto in questo periodo in cui la capacità di giudizio sembra venire meno. Perché nella vita il giudizio, o quello che la Chiesa chiama correzione fraterna, non deve mai scomparire.

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