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La veglia per la vita 2024: intervista a Diego Lumia e Larives Bellora

«A volte le esistenze più fragili possono diventare punti di riferimento. Tanti malati hanno affrontato la vita in maniera eroica, erano loro che davano forza a noi»

Loro sono Larives Bellora e Diego Lumia responsabili dell’ufficio per la famiglia della nostra Diocesi. Li abbiamo convocati in redazione per sapere qualcosa di più sulla Veglia per la vita di domenica 4 febbraio nella chiesa di San Pio V ad Alessandria. Larives e Diego, belli e sorridenti, hanno accettato il nostro invito: dal loro sorriso si capisce che fanno una bella esperienza di fede. E desiderano condividerla con tutti.

Ragazzi, perché una Veglia per la Vita?

Diego: «Oggi un elemento fondamentale nell’ambito della famiglia è la questione della vita. La famiglia cristiana è naturalmente aperta alla vita, perché la vita è un dono, un dono del Signore. Ma Larives e io lo possiamo dire perché lo abbiamo sperimentato attraverso l’incontro che abbiamo fatto».

Larives: «È un dono che stravolge, che cambia l’esistenza ma ti dà tanta gioia. Ecco, questo è quello che vorremmo testimoniare… Quindi, la Veglia di domenica è una sorta di testimonianza nei confronti di questo dono».

Come è organizzata la Veglia, quest’anno?

Diego: «Inizieremo con una preghiera insieme, staremo davanti a Gesù eucaristia. Poi rifletteremo sul messaggio della Cei per questa Giornata per la vita (lo trovate nel paginone di pagina 8 e 9, ndr) e infine ci saranno delle testimonianze, come l’anno scorso. Questi nostri fratelli e sorelle testimonieranno la forza sorprendente della vita, che è proprio il tema della Veglia e della giornata: “La forza della vita ci sorprende”».

Larives: «Quest’anno non pregheremo solo per la vita minacciata già nel grembo materno, ma anche per la vita nelle sue numerose difficoltà. Penso ai migranti, per esempio…».

Diego: «… o a coloro che hanno grossi problemi di salute. Ci interessa capire come il Signore ha parlato loro, come hanno vissuto queste prove e come hanno scoperto che c’era qualcosa di “altro” che cambiava anche il loro modo di pensare, il loro modo di vedere le cose».

Perché la vita non è più considerata come un dono? Che cosa abbiamo perso?

Diego: «Sicuramente noi possiamo riconoscere che è un dono se siamo stati amati, in base all’amore che abbiamo ricevuto. Da una parte c’è il nostro vissuto, il nostro passato; e dall’altra parte c’è anche la società. Noi stiamo diventando sempre più “consumatori” della vita, sempre più utilitaristi».

Larives: «Preferiamo tutto ciò che ci può portare un benessere egoistico. La Parola che è stata scelta per questa Veglia, e che è stampata nella locandina, è: “Quale vantaggio c’è che l’uomo guadagni il mondo intero e perda la sua vita?” (Mc 8,36). Possiamo anche “leggerla” come un vivere per noi stessi a scapito di altri, perché oggi vince la legge del più forte. Noi invece vogliamo dare risalto alle fragilità che ci sono nella vita, che sono degne di essere vissute e hanno una grande forza, un grande potenziale.

Diego: «A volte le esistenze più fragili possono diventare punti di riferimento. Pensiamo a tante persone malate o in fin di vita che abbiamo conosciuto: hanno affrontato la vita in maniera eroica, erano loro che davano forza e coraggio a noi. È la forza di Dio, che si manifesta anche nelle fragilità».

A volte la “battaglia” per difendere la vita sembra un po’ di retroguardia: difendiamo sempre, non attacchiamo mai… Cosa potremmo dire, invece, non solo per difendere la vita ma per valorizzarla?

Larives: «La prima cosa che mi viene in mente è proprio una frase di Isaia che dice: “Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo”. E questo è quello che forse non si sente più dire, ma che ognuno di noi avrebbe bisogno di sapere: che siamo immensamente amati dall’eternità, che ognuno di noi è desiderato prima ancora che il mondo esistesse. Questa vita proviene da un infinito e va verso un altro infinito: tu sei importante agli occhi di Dio!».

Mi dai un motivo valido per partecipare alla Veglia di domenica? In fondo, potrei sentirmi già a posto, sull’argomento… oppure pensare che è “roba vecchia”.

Larives: «L’unico motivo è questo: vieni a ringraziare il Signore per la tua vita».

Andrea Antonuccio

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