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Francesca e Giovanni, sposati da 46 anni: una testimonianza dalla Festa delle famiglie e del catechismo

«A volte può sembrare che l’impegno cristiano sia

un peso, ma per noi invece è la gioia di vivere la fede»

 

«Siamo Francesca e Giovanni da Santhià, sposati da 46 anni, e vogliamo rendere grazie a Dio per quest’incontro che ci invita a rallegrarci con Maria e condividere insieme che nulla è impossibile a Dio, spronandoci a saper cogliere la gioia e la presenza della grazia di Dio anche nelle circostanze laddove umanamente non sembra essere possibile viverle. Nel nostro lungo vissuto abbiamo sperimentato l’intervento della grazia di Dio proprio nelle situazioni impossibili come una fonte di una gioia profonda in noi, di letizia perfetta (alla maniera di San Francesco) che ci ha dato serenità e pace per affrontarle con la consapevolezza di essere nelle mani di Dio. Abbiamo scoperto la vera gioia nel sentirci amati da Dio, salvati, rinnovati, redenti dalla sua misericordia e ci siamo sentiti visitati dal suo amore, credendo in quel progetto che lui aveva per noi, come singoli, coppia e come famiglia; questa sua visita ci fa gustare la “gioia piena alla sua presenza” e rispondere insieme: “Quanto a me e alla mia casa vogliamo servire il Signore” (cfr Sal 15,11; Gs 24,15). Siamo grati a Dio per tutto e per ogni cosa, riconoscendo di essere sotto sempre sotto il suo sguardo».

G.: «Ci siamo incontrati “per caso” il giorno di carnevale quando io avevo 18 anni e lei 16, e diciamo spesso che il nostro incontro è stato uno scherzo preparatoci dal Signore: proprio in quel giorno, dalle nostre parti, si usa prendersi per mano e correre insieme e, quando le ho dato la mano per la prima volta, ho sentito dentro il cuore: “Questa me la sposo!” E non l’avevo mai vista!  Infatti, un anno dopo, quando ci siamo rincontrati gliel’ho ricordato, e abbiamo incominciato a frequentarci».

F.: «Giovanni nel suo cuore aveva capito che il Signore aveva fatto una scelta su di noi come coppia mentre io avevo qualche resistenza dovuta al fatto che ero rimasta orfana a 13 anni ed essendo la più grande di quattro fratelli mi sentivo responsabile verso di loro, per cui a tutto pensavo tranne che a costruirmi una famiglia di iniziare una relazione con lui, ma lo Spirito Santo che è l’amore di Dio ha fatto crollare le nostre barriere al punto che ci siamo ritrovati pieni di speranza col desiderio certo di essere dono l’uno per l’altro».

G.: «Anche se frequentavamo la parrocchia, la messa domenicale e l’oratorio, non avevamo preso coscienza che la Madonna ci aveva preso per mano, ma lo Spirito di Dio, rispettando i nostri tempi, ci stava conducendo a un incontro personale con il Signore».

F.: «In occasione di un ritiro spirituale di due settimane nel 1991, rivolto ai giovani della nostra parrocchia, organizzato dal viceparroco, incontriamo padre Natale Merelli (uno dei padri del RnS) che ci ha aperto a una fede gioiosa, facendoci comprendere che i cristiani non stanno sempre inginocchiati sui ceci ma gioiscono come Maria che, in quel “rallegrati”, riconoscono l’opera di Dio nella propria vita. Siamo stati conquistati e in noi è rimasto il desiderio di rivivere e approfondire questa esperienza. Nel ’94 ci siamo trovati in un contesto simile iniziando il cammino di fede nel Rinnovamento nello Spirito Santo, guidati e accompagnati dal nostro parroco che ci incoraggiò nel seguirlo dicendoci che lo Spirito di Dio opera proprio secondo la sensibilità di ciascuno; questo percorso di fede ci ha coinvolti personalmente in un servizio alla chiesa e alla nostra comunità di fratelli, scoprendo che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”, sperimentandolo ogni volta che siamo chiamati a portare l’annuncio della buona Novella».

G.:«Nel nostro matrimonio abbiamo sempre tenuto in considerazione la stima e il rispetto dell’altro restando sempre aperti al dialogo anche se a volte un po’ chiassoso perché si discute tra marito e moglie, ma rimanendo pronti a sostenerci reciprocamente, perdonandoci e aggiungendo al nostro stare insieme un pizzico di autoironia, prendendoci in giro quando ci arrabbiamo o quando entrambi pensiamo di avere ragione, imparando anche a sdrammatizzare! Questo è molto importante nella coppia! Questa gioia ci ha portato a svolgere alcuni servizi nella nostra comunità locale e diocesana attraverso il catechismo alle famiglie in preparazione ai battesimi, la testimonianza ai fidanzati che si preparano al matrimonio, il servizio come ministri dell’Eucarestia e alla lettura liturgica e l’accompagnamento delle famiglie in difficoltà. Nel 2001 abbiamo fondato una piccola comunità del Rinnovamento nello Spirito che si incontra settimanalmente in preghiera e vive in parrocchia ogni giovedì l’Adorazione Eucaristica, intercedendo per i malati e per tutte le intenzioni che vengono portate dai fedeli; inoltre, il gruppo è convolto in opere di servizio e di carità collaborando con la Caritas e con il Comune per le famiglie più disagiate».

F.: «Gioia grande è per noi vivere la nostra vita di tutti i giorni con semplicità come sposi avendo cura della nostra relazione e della nostra famiglia perché siamo nonni e abbiamo anche una mamma ammalata e anziana da accudire insieme ai nostri familiari. Siamo una famiglia come tutte le altre, non “quella perfetta degli spot”, ma come ciascuna di voi, che vuole raccontare e condividere la propria esperienza di vita cercando di costruire questo amore con la grazia dello Spirito Santo e accompagnati da Maria. A volte può sembrare che l’impegno cristiano sia un peso, qualcosa di gravoso, ma per noi invece è la gioia di vivere la fede e di testimoniarla a tutti. Buon cammino!».

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