L’editoriale di Andrea Antonuccio
Care lettrici, cari lettori,
apro una parentesi: non avrei mai immaginato che i miei due ultimi editoriali su Voce potessero suscitare reazioni contrastanti e, in alcuni casi, stizzite da parte di alcuni laici e sacerdoti.
Tra questi ultimi, molti si sono sentiti colpiti e in qualche modo offesi dalla mia rilettura della nota fiaba di Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore” (uscita due numeri fa). Ma perché? Non lo so, onestamente. Credo che alla fine abbiano visto e capito quello che hanno voluto, secondo l’inclinazione del loro cuore e l’ampiezza della loro misura. «Ma si può pubblicare un articolo così?» pare abbia detto, scandalizzato, un noto prelato alessandrino, che si è guardato bene dal venirmelo a chiedere direttamente.
Per non parlare, poi, di coloro che si sono sentiti punti sul vivo dalle mie “gravi e pericolose” affermazioni sui parolai che affliggono da tanti, troppi, decenni il popolo cristiano (editoriale del numero scorso). Mi riferivo a quei laici e consacrati che riducono la Parola di Dio alla propria, facendole coincidere.
A coloro che usano le Sacre Scritture per confermare autorevolmente le loro opinioni («Nel Vangelo leggiamo che…») e a tutti quelli che confondono l’annuncio cristiano con l’enunciazione di regole e comandamenti. Si riconoscono immediatamente, questi parolai, per la noia che generano in chi li ascolta, per la modestia (falsa come una banconota da 8 euro) e per il fatto che citano sempre Dio ma non Cristo, il Verbo fatto carne (probabilmente lo temono, o non lo conoscono).
Papa Francesco, nel 2017, si era espresso molto chiaramente (lo trovate a pagina 2 del numero scorso): «Vi dico una cosa: a me lasciano sempre perplesso i “parolai”, con il loro tanto parlare e niente fare». Sintesi semplice e perfetta, con cui chiudo la parentesi che ho aperto all’inizio.
E riparto così: la storia che leggerete qui a fianco è una storia cristiana, bella e commovente. Protagonista è la Provvidenza, cioè il Signore che vede e provvede, intervenendo nelle vicende umane non per modificarle “magicamente” come noi vorremmo, ma per mostrare che solo con la Sua presenza l’umanità delle persone può rinascere e dare frutto. Come a Goma, o in altre parti del mondo… Preghiamo, carissime e carissimi, perché la nostra umanità possa rifiorire.
Anche qui, ad Alessandria.
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
