Rinnovamento nello Spirito Santo
Sabato 27 giugno, presso l’accogliente casa delle Suore Francescane Angeline di Castelspina (AL) i gruppi del Rinnovamento dello Spirito delle Diocesi di Alessandria e della diocesi di Acqui hanno vissuto l’esperienza spirituale del deserto dal tema “Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. (Os 2,16)”, guidata da Diego Lumia (nel tondo), delegato regionale RnS del Ministero di Animazione della preghiera.
L’esperienza è iniziata con l’introduzione al significato del deserto a partire dalla Scrittura dall’esempio dei profeti e della vita di Gesù, sulla necessità di vigilare sul proprio cuore e “vegliare almeno un’ora per non cadere nelle tentazioni” (cfr Mc 14,37-38) Tra le tentazioni più evidenti il cuore dell’uomo oggi è particolarmente colpito dal demone dell’accidia, come approfondito dagli scritti del monaco Evagrio Pontico (IV sec. d.C.).
L’accidia nella vita contemporanea è una malattia spirituale che si manifesta come pigrizia interiore, perdita di senso, svogliatezza e incapacità di impegnarsi davvero nelle cose importanti; rigetta anche la gioia che viene da Dio e non risparmia nessuno, credenti e non, laici, famiglie e consacrati, che mira a spegnere la fiamma della fede nei cuori e la gioia di vivere.
Oggi siamo portati a riempire il vuoto con l’attivismo superficiale, distrazioni, uso esagerato dei social network, senza trovare pace o soddisfazione; ci sentiamo spesso stanchi, instabili, deresponsabilizzati e tendiamo a dare la colpa agli altri, vivendo tutto come un peso: la preghiera, la famiglia, il lavoro e la relazione con Dio e con gli altri; questa condizione genera scoraggiamento, isolamento, perdita di speranza e una visione distorta di sé e degli altri; le guerre che facciamo agli altri in realtà le abbiamo nel cuore: e il cuore non mente.
Spesso organizziamo molteplici occupazioni, anche pastorali, senza aver pregato o fatto un attento discernimento sulla Parola di Dio, spedendoci in vuote in attività che Dio non ci ha chiesto, ma solo nate dal nostro bisogno di autoreferenzialità e di avere una visibilità davanti agli altri: se seguiamo la volontà di Dio lui donerà la sua pace.
Perché è importante vivere il deserto in ascolto della Parola del Signore?
Nel nostro tempo caratterizzato da distrazione, attivismo e superficialità, che spesso ci allontanano dall’ascolto autentico di Dio, è importante ritagliarsi un tempo deserto personale per vivere momenti di silenzio e solitudine per ascoltare la Parola del Signore, vigilare sul proprio cuore e riscoprire ciò che è essenziale. Il deserto non è solo un luogo fisico, ma una dimensione spirituale dove si sperimenta la purificazione, la prova e il rinnovamento interiore. È il luogo dove Dio parla al cuore, dove si affrontano le proprie fragilità e si trova ristoro spirituale. In un’epoca segnata da tentazioni come l’accidia, il deserto aiuta a resistere alla dispersione, a ritrovare stabilità e fedeltà nella preghiera e nella vita di fede.
Vivere il deserto oggi è quindi fondamentale per riscoprire la relazione con Dio, discernere la sua volontà e affrontare con speranza le sfide della vita.
Successivamente, i presenti hanno vissuto la memoria del Battesimo meditando sulle tentazioni che Gesù ha affrontato nei quaranta giorni del deserto per poi vivere un’ora di preghiera personale cuore a cuore con il Signore, in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. Al termine dell’esperienza, dopo un momento di condivisione la comunità ha partecipato alla Santa Messa celebrata dal salesiano don Attilio Giovannini (foto a lato) per poi concludere in festa con una ricca e gioiosa agape fraterna.
Alcuni fratelli, nel tempo personale hanno sperimentato la pace nel cuore e la voglia di meditare la Parola; altri avrebbero desiderato vivere più tempo di deserto con il Signore. Alcuni hanno evidenziato anche le difficoltà nello stare fermi a causa delle distrazioni, dei pensieri, altri ancora hanno riscontrato in alcuni comportamenti della vita l’azione fiaccante dell’accidia: questo ha suscita in molti il desiderio di approfondire questo argomento attraverso la lettura del Catechismo della Chiesa Cattolica e degli scritti dei padri del deserto, in particolare del monaco Evagrio Pontico, del quale è stata lasciata ai presenti una copia del “Trattato sugli otto spiriti malvagi”, dal quale papa Gregorio Magno nel VI secolo ha tratto i setti vizi capitali.
Ringraziamo calorosamente le suore Angeline per l’accoglienza nella loro oasi di preghiera e l’infaticabile suor Marina per la sua disponibilità. Invitiamo le comunità a provare a vivere un’esperienza rigenerante di deserto e siamo a disposizione per prepararla insieme: in questo periodo estivo troviamo personalmente un luogo del cuore, fermiamoci “un’ora con Gesù” e lasciamoci che parli al nostro cuore: lui ci sta già aspettando, siamo sui figli amati.
I gruppi del RnS di Alessandria
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
