Care lettrici,
cari lettori,
apriamo questo numero con l’intervista a Diego e Larives, due nostri amici che da qualche anno hanno la responsabilità dell’ufficio per la famiglia della diocesi. Ormai li conosciamo bene: tante volte si sono resi disponibili a condividere su queste pagine il loro percorso, personale e comunitario. Qui a lato ci spiegano che cosa hanno intenzione di fare con gli altri uffici pastorali diocesani (e con le persone di buona volontà, se ce ne sono ancora) nel decimo anniversario della esortazione apostolica “Amoris Laetitia” (19 marzo 2016) di papa Francesco. Per l’occasione, nel mese di ottobre il Santo Padre Leone incontrerà i capi delle Chiese cattoliche orientali e i presidenti delle Conferenze episcopali: «Per procedere, nell’ascolto reciproco» ha detto il Pontefice «a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di “Amoris Laetitia” e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali». L’incontro sarà scandito da cinque passi che troverete anche nel nostro Paginone: proviamo a paragonarli con la nostra esperienza (la realtà è superiore all’idea, scriveva papa Francesco nella sua “Evangelii gaudium”… anche se l’idea è “cattolica”, aggiungo io).
Se non si mette lealmente in gioco la propria umanità con la vita di tutti i giorni, anche le parole più belle e più vere rischiano di rimanere un richiamo intellettuale e di finire, col tempo, nel nulla: la colla che invece le attacca alla nostra coscienza e al nostro agire si chiama “giudizio”, ed è ciò che manca di più, come consapevolezza, nei nostri ambienti (ve ne hanno mai parlato, per esempio, nel corso prematrimoniale?).
Anche l’amore, la gioia dell’amore (“Amoris Laetitia”, appunto), richiede un giudizio: non è solo questione di sentimento, di trasporto o di attrazione. Stare insieme, fidanzarsi, sposarsi, fare figli: tutto questo richiede sempre, sempre un giudizio. Prima e durante: prima, perché mettersi insieme senza la prospettiva di un “per sempre” riduce il rapporto amoroso allo stato d’animo del momento (e quando “l’amore” finisce, ognuno se ne va per la propria strada); ma anche durante, perché se non si ha coscienza, nell’istante, dell’Origine del rapporto di coppia tutto diventa fastidioso e insopportabile, dal marito/moglie ai figli. La promessa della nostra fede, ci dicono Diego e Larives, è un’altra: l’amore coniugale genera letizia. Anche a casa nostra è così?
Andrea Antonuccio – direttore@lavocealessandrina.it
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
