Il peccato, il divano e la gioia – L’editoriale di Andrea Antonuccio

Care lettrici,

cari lettori,

questo numero di Voce è dedicato quasi interamente al pellegrinaggio diocesano a Lourdes organizzato dall’Oftal di Alessandria. Il nostro Alessandro Venticinque, che ha partecipato anche quest’anno, ha intervistato Andrea Serra, presidente dell’Oftal alessandrino, chiedendogli di raccontare il pellegrinaggio a chi (come il sottoscritto) a Lourdes non è andato. Non solo: nel Paginone troverete ben quattro facciate con un bellissimo reportage fotografico. Spesso le immagini “parlano” più di mille parole: in questo caso, i volti esprimono quel qualcosa di indicibile (ma evidente) che induce tante persone a tornare più e più volte a Lourdes.

Qui Andrea Serra ci spiega che cosa ha spinto lui a partecipare: la Madonna, ha detto, «continua a chiamarmi e io, per fortuna, continuo a rispondere». E ancora: «Tutte le volte che vieni in pellegrinaggio c’è sempre qualcosa che ti rimane impresso, che ti riaccende e ti fa dire: “Che bello, meno male che sono venuto!”». Credo che quest’ultima frase spieghi meravigliosamente che cosa siano il bene e il peccato. “Che bello, meno male che sono venuto!”: ecco il bene… il contrario è il peccato, l’occasione persa: quella vocina che il Maligno insinua nel nostro cuore per distrarci e farci perdere la possibilità di gustare qualcosa di più grande di noi. Che peccato aver trattato male le persone incontrate, che peccato aver gestito superficialmente gli incarichi ricevuti credendo magari, presuntuosamente (e dunque diabolicamente), di aver fatto bene comunque… Che peccato l’avidità di ogni genere: il desiderio sfrenato di soldi, di potere, di sesso… Ognuno di noi potrebbe aggiungere qualche elemento nuovo alla lista. Ma che cosa ci fa rendere conto di questo peccato? Che cosa sconfigge la nostra pigrizia e le nostre meschine giustificazioni? Ci viene ancora in aiuto Serra, all’inizio dell’intervista: «Quest’anno ho vissuto una grande gioia, non so spiegarlo a parole. Ma è così». Il contrario del peccato, che è la riduzione alla nostra limitata misura di cose e persone (e dunque un atto contro Dio, che ci vuole eterni già ora) è proprio la gioia, la letizia del cuore: non sai spiegarla a parole, ma c’è, è evidente. Credo sia un buon motivo per mettersi in cammino, cioè in pellegrinaggio. La fede non è una questione che si affronta stando sul divano di casa.

Andrea Antonuccio – direttore@lavocealessandrina.it

 

 

 

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