Riccetto e Martina, una storia che avvicina

Aiutiamo i bambini a esprimere le loro emozioni

Riccetto è un piccolo riccio che vive chiuso in una stanza buia, protetto dai suoi aculei e dalla paura di stare con gli altri. Un giorno, però, una bambina bionda con la frangetta, di nome Martina, entra nella sua vita in punta di piedi: proprio lei porterà un cambiamento inatteso nella vita dell’animaletto spinoso. Questi due personaggi sono i protagonisti di “Riccetto e Martina, una storia che avvicina”. Il libro pubblicato dalle edizioni Babidi-bù è consigliato a partire dai sei anni, ma le immagini nitide e definite di Alice Martinucci, i personaggi dai tratti riconoscibili e il testo molto chiaro e comprensibile rendono questo albo adatto anche ad essere letto a bambini dai tre anni in su.

Questo albo illustrato nasce dalla creatività di Marta Paoletti (nel tondo), l’autrice, che dedica la sua opera prima ai suoi tre figli e “a chi ha il coraggio di restare, anche nel buio”.

Marta, che cosa ci racconta la storia di Riccetto e Martina?

«Credo che “Riccetto e Martina” sia una piccola storia che parla di qualcosa di grande. Riccetto è un riccio che vive rinchiuso in una stanza buia, tutto solo. Non è che non voglia stare con gli altri: è che non sa come si fa. Ogni volta che qualcuno si avvicina, tira fuori gli aculei: non per cattiveria, ma per paura. Si rifugia nei dialoghi interiori, dove la sua stessa voce lo rimprovera: “Sei sempre il solito guastafeste. Nessuno ti vuole con sé”.

Un giorno però bussa alla sua porta Martina, una bambina bionda con la frangetta corta. Lei non lo forza, non parla troppo, non cerca di cambiarlo. Accende una candela, si siede accanto a lui, e aspetta. È in quel silenzio rispettoso e delicato che succede qualcosa: Riccetto comincia ad annusarla, poi tira fuori gli occhioni per guardarla, e infine (piano piano) le dà la zampina».

Aiutaci a capire meglio cosa rappresentano questi due personaggi.

«I due personaggi sono parte di ciascuno di noi. Riccetto è ogni bambino (e ogni adulto) che fatica a mostrare le emozioni, che preferisce chiudersi piuttosto che rischiare di essere ferito. I suoi aculei non sono una difesa contro il mondo: sono la solitudine e il dolore travestiti da corazza. Martina, invece, incarna il tipo più raro e prezioso di amicizia: quella gratuita che non chiede nulla in cambio, che sa aspettare, che non scappa davanti alle spine. Come recita la frase d’apertura del libro: “Quando una mano sfiora piano gli aculei del cuore, anche la paura si arrende all’amore”».

Perché un genitore dovrebbe leggere questo libro al proprio figlio?

«Perché questo libro dà un nome a qualcosa che i bambini (e spesso anche gli adulti) sentono ma non riescono a spiegare: la paura di avvicinarsi agli altri, la vergogna di mostrarsi fragili e vulnerabili, il bisogno di tempo per fidarsi. E cerca di farlo nella semplicità, senza essere didascalico, senza dire “le emozioni vanno espresse”, ma tentando di mostrarlo, in versi intimi e immagini potenti. Dopo averlo letto insieme, un genitore ha in mano uno strumento per poter chiedere al proprio figlio: “Ci sono momenti in cui anche tu ti senti come Riccetto?”. E da queste domande si possono aprire delle conversazioni vere e molto significative».

Zelia Pastore

DAI 10 ANNI IN SU
Alle medie senza social

Cinzia sperava che, una volta ottenuto il cellulare, tutto sarebbe diventato più semplice. Ma si sbagliava! Niente social, niente chat di gruppo, niente post da condividere: il suo è un telefono diverso, senza Internet, con solo chiamate e messaggi. Anche se accanto a lei ci sono Ninfa, la sua migliore amica sempre connessa, e Fiorenzo, il suo ragazzo, confessa al suo fedele diario di sentirsi ancora una volta “tagliata fuori da tutto”: è la trama di “Alle medie senza social”, di Annalisa Strada, delle edizioni Il Battello a Vapore. La mamma della giovane protagonista non le permette di aprire un profilo e le chiede di riflettere: sarebbe disposta a far leggere a tutti il suo diario? Per capire se le interessa davvero entrare nel mondo dei social, quindi, Cinzia decide di iniziare a fare esperienza… immaginando di avere un account tutto suo! Quali foto pubblicherebbe? E che cosa scriverebbe? Un finto post al giorno la aiuterà a schiarirsi le idee. La tematica trattata e le illustrazioni di Silvia Bancora che richiamano molto i manga giapponesi rendono il libro una lettura molto adatta ai preadolescenti che vi trovate come figli o nipoti.

PER PREPARARSI AL RIENTRO A SCUOLA DI SETTEMBRE

Il ponte di Barbiana

Italia, 1950: tra i boschi del Mugello, a Barbiana, c’è una piccola scuola di montagna dove don Lorenzo Milani accoglie i ragazzi che la scuola tradizionale ha lasciato indietro. Ogni giorno Luciano cammina per un’ora e mezza attraverso il bosco per raggiungerla. Per arrivare alla scuola deve passare su un tronco appoggiato sopra un torrente: una mattina il piede scivola e Luciano cade nell’acqua gelida. È lui a bagnarsi, ma alla scuola di Barbiana si impara che il problema di uno riguarda tutti. Per don Milani quell’incidente diventa una lezione concreta: non basta studiare, bisogna imparare a cambiare le cose. Insieme ai suoi ragazzi trasforma allora l’accaduto in un percorso di responsabilità e partecipazione, finché saranno pronti ad andare in Comune a chiedere la costruzione di un ponte. Ispirato a una storia vera raccontata da Michele Gesualdi, tra i primi allievi di don Milani, “Il ponte di Barbiana”, scritto da Francesco Viliani con le delicate illustrazioni di Sara Cimarosti, racconta ai ragazzi di un’Italia in cui il diritto allo studio non era ancora per tutti: un’ottima lettura da proporre verso fine agosto per ricordare che la possibilità di andare a scuola non è scontata.

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