Ogni secondo venerdì del mese le adorazioni eucaristiche al Sacro Cuore
Dall’11 settembre, nel Santuario del Sacro Cuore di via San Francesco 13 ad Alessandria, ogni secondo venerdì del mese la nostra diocesi organizza un ciclo di adorazioni eucaristiche per le vocazioni (qui il calendario completo). Proposti dall’ufficio pastorale delle Vocazioni e dall’ufficio per la Vita consacrata, questi appuntamenti partiranno con la Santa Messa alle ore 18 e proseguiranno con l’adorazione dalle 18.30 alle 19.30. «Come ufficio pastorale delle Vocazioni, di cui sono stato recentemente nominato direttore, e ufficio per la Vita consacrata, guidato da padre Giorgio Noè, abbiamo organizzato un programma di Adorazioni valorizzando i carismi presenti in diocesi, come via attraverso la quale il Signore chiama uomini e donne a seguirlo secondo le loro capacità e secondo le circostanze vissute. Il Signore ci chiede: “Pregate il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe”» spiega don Mauro Mergola, direttore dell’ufficio di pastorale giovanile e vocazionale.
Don Mauro, si pregherà solo per le vocazioni sacerdotali?
«Preghiamo per le vocazioni specifiche al ministero ordinato e alla vita religiosa. Però, la volontà è quella di pregare perché ogni battezzato realizzi la propria vocazione alla santità attraverso il proprio stato di vita. Anche attraverso il sacramento del matrimonio. Ci saranno i seminaristi, le religiose e i religiosi che naturalmente hanno sensibilità alla preghiera per il ministero ordinato. Ma ci sono anche due momenti di preghiera e di adorazione affidati all’Équipe Notre-Dame, un’associazione cattolica che ha come obiettivo la cura della spiritualità coniugale che nasce dal sacramento del matrimonio, e all’ufficio pastorale della Famiglia, il quale ha un obiettivo di animazione, di accompagnamento di tutti coloro che guardano con simpatia al sacramento del matrimonio o invece fanno fatica a viverlo. È un’occasione bella per ricordarci quale sia il senso ultimo della vita cristiana: la chiamata alla santità che passa attraverso gli stati di vita che ciascuno riconosce nel proprio percorso. Ma pregare per le vocazioni è un primo passo: il successivo sarà accompagnare le persone nella lettura della propria esistenza, per capire verso quale direzione il Signore li chiama. E terzo, proporre delle esperienze attraverso le quali condividere e testimoniare le vocazioni. Possono essere esperienze di conoscenza, di residenzialità, confronto, servizio o con realtà religiose presenti nel territorio. Oppure con esperienze di vita di sposi che hanno fatto del proprio cammino di vita cristiana l’orizzonte attraverso il quale compiere tutte le proprie scelte. Pregare, accompagnare, condividere o testimoniare».
La vocazione è un dono, una grazia che mi viene data, o devo fare io qualcosa per farla crescere?
«La vocazione, come dice la parola, è una chiamata. Chiamata vuol dire che c’è qualcuno che chiama e qualcuno che risponde. Il presupposto è che ci sia la consapevolezza della fede, del rapporto tra il Signore Gesù e ogni battezzato. Quindi, innanzitutto, mi rendo conto che la mia vita è una relazione con il Signore. In secondo luogo, il Signore parla, ti chiama. In modo esplicito attraverso la sua Parola, che noi ascoltiamo nella Liturgia; attraverso i sacramenti, soprattutto comunione e confessione; attraverso la nostra coscienza rettamente orientata e formata; attraverso i segni, i semi presenti nella nostra vita quotidiana. Per questo è importante l’accompagnamento. Perché abbiamo bisogno di imparare la grammatica del Signore per poter leggere la nostra vita quotidiana, perché il nostro vissuto è l’ambito della nostra storia di salvezza in cui il Signore si rivela».
E la tua vocazione è andata così?
«La mia vocazione alla vita religiosa è nata perché mi sono trovato e sono cresciuto, non per merito mio, in un ambiente salesiano, in oratorio. E chi mi ha accompagnato mi ha educato agli elementi di base della vita cristiana: la confessione frequente, la comunione, il servizio. Ho incontrato delle persone che in questa loro vocazione alla vita religiosa erano felici di donare la propria vita, la propria giovinezza ai giovani. Attraverso il servizio ho potuto sperimentare quella gioia di chi dice: “Ecco, la mia vita può essere un dono per qualcuno”. E ho scoperto gradualmente che ero fatto più per la vita religiosa che per quella matrimoniale. Ho sentito dentro di me che nella vita religiosa le mie aspirazioni trovavano la loro gioia più profonda. Diceva Madre Teresa di Calcutta: “Cerca la tua vocazione dove trovi la gioia più profonda”. Dove trovi gioia, dove trovi pace, hai trovato il luogo nel quale il Signore ti sta chiamando e la persona con la quale il Signore ti sta mettendo a fianco. Ma è un continuo mettersi a ricercare, sapendo che non c’è mai una certezza matematica. La vocazione è rispondere nella libertà e responsabilità, che si possono sempre alimentare e custodire quotidianamente, mai una volta per sempre».
Poi è da considerare il ruolo di chi accompagna.
«È fondamentale! Un buon accompagnatore aiuta a leggere la propria vita alla luce dello Spirito. Nell’incontro con Don Bosco, Domenico Savio disse: “Io sono la stoffa, lei sia il sarto; insieme facciamo un bell’abito per il Signore”. La capacità di un sarto sta nella sua disponibilità a trovare l’abito giusto per la persona che ha davanti a sé, con la stoffa che ciascuno possiede».
Si parte l’11 settembre: l’invito è rivolto a tutti?
«L’invito è rivolto a tutti. Si parte dal Santuario del Sacro Cuore, e l’idea è che ogni parrocchia, con le sue possibilità, abbia questo appuntamento mensile, affinché cresca il desiderio di pregare per le vocazioni. Che può essere appunto al Santuario una volta al mese, o nelle nostre comunità. L’idea è anche di far arrivare a tutti i parroci i materiali che verranno prodotti, in modo tale che si possano conoscere i vari carismi con i quali si prega, e diventa un’opportunità per rilanciare sui propri territori. Magari questo ci aiuterà a fare meglio ciò che siamo chiamati a svolgere: ridare il senso alla nostra identità di credenti e di ministri del Signore».
A.V.
La Voce Alessandrina Settimanale della Diocesi di Alessandria
